✲Capitolo 1 - Hermione Granger✲
"The past is prologue." - William Shakespeare
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E' il primo settembre del 1998.
Prendo un profondo respiro mentre davanti a me, imponente sta l'Hogwarts Express, tinto di un rosso vivace, scarlatto come mai non lo è stato nei scorsi sette anni.
L'aria è impregnata di vapore che fuoriesce dal treno, e il vociare degli studenti entusiasti riempiva il silenzio, mischiato al sordo rumore del motore che fischiava.
Quest'anno però è diverso.
Non ci sono studenti del primo anno che, entusiasti, schiamazzano per entrare sul treno.
Solo mormorii calmi e persone che lanciano sguardi privi di emozione ai loro ex-nemici.
E' come se la guerra avesse avuto un impatto emotivo su tutti, anche sui ragazzini che non l'hanno vissuta sulla propria pelle.
Questo deve essere un nuovo inizio per me, un nuovo capitolo della mia vita.
Ma non è così.
I miei occhi vagano per la piattaforma, e all'entrata del treno vedo Seamus Finnigan che entrava in esso, e quando i miei occhi incrociarono quelli di Dean Thomas, mi fece un cenno con la testa, come per salutarmi, ma il suo sguardo era...vuoto.
Privo di emozione.
Harry e Ron non ci sono al mio fianco, come lo sono sempre stati, nemmeno Ginny c'è. E non torneranno; non li biasimo nemmeno.
Però io sono ritornata.
Dovevo, devo ritornare.
I miei pensieri vengono interrotti dal fischio del treno, che segnala la sua partenza, e io salgo velocemente su di esso, non volendo di certo perdermelo.
Mi muovo tra gli studenti che cercano compartimenti liberi.
Le persone che incrociano il mio sguardo guardano subito altrove, come se si sentissero in colpa, come se fossi una specie di celebrità.
Ovunque su questo maledetto treno sembra troppo pieno, troppo rumoroso, troppo...sbagliato.
Continuo a camminare per poi fermarmi.
E' lì.
Il ragazzo più temuto dagli studenti.
Con la sua inconfondibile chioma color platino, Draco Malfoy in carne ed ossa.
È tutto solo, seduto vicino al finestrino in uno scompartimento vuoto, a fissare la piattaforma che piano piano cominciava a diventare vuota. La sua postura è curva in un modo che sembra innaturale per lui, come qualcuno che...ha rinunciato a fingere di essere intoccabile.
Il mio primo istinto è di girarmi e andare altrove, a cercare un altro scompartimento.
Però non lo faccio.
Perché la verità è che non voglio andarmene, non voglio cercare un altro scompartimento. Non voglio sedermi accanto a persone di cui non conosco nemmeno il nome perché la mia "paura" per Malfoy mi dice di fare.
Quindi apro la porta del scompartimento ed entro, chiudendola dietro di me con più forza del necessario.
Lui non si gira, non mi nota nemmeno.
Bene. Anche in due possono giocare a quel gioco.
Mi siedo sul sedile davanti a lui, il più lontano possibile, e lo fisso, le mie braccia incrociate davanti al mio petto.
La tensione nel scompartimento è tesa.
Molto tesa.
Il treno sobbalza in avanti, partendo. La piattaforma inizia a scomparire via. Il silenzio tra noi si allunga, brusco e inquieto.
Minuti cominciano a passare come se fossero mesi.
Un secondo dopo l'altro.
Lentamente.
Poi Malfoy apre bocca, la sua voce distante e fredda, affilante come una lama che ti potrebbe trafiggere dentro lo stomaco. «Davvero ti siederai qui, Granger?»
«Sì», replico, altrettanto gelida.
Una pausa e quel silenzio disturbante attraversa di nuovo lo spazio tra di noi.
Poi, lui prende un respiro e parla di nuovo, la sua voce questa volta più rude. «C'erano altri scompartimenti».
«Sì, e questo era vuoto».
«Me l'aspettavo», disse alzando un sopracciglio, i suoi occhi azzurro ghiaccio incontrando i miei.
Lo studio, e noto che il suo viso è più definito dell'anno scorso, i suoi zigomi più affilati di prima, due occhiaie violacee che riposavano sotto i suoi occhi cerulei. Però quello sguardo era lo stesso.
Lo stesso disgusto controllato dipingeva il suo viso, guardandomi ancora, dopo sette fottuti anni, come se fossi, dopo la guerra che ha causato milioni di morti, inferiore a lui.
Serro la mascella e distolgo lo sguardo da quello ipnotizzante di Malfoy, spostandolo verso il finestrino. «Sai, Malfoy, non c'è bisogno che mi parli. Preferirei che non lo facessi proprio».
Lui espira bruscamente, un suono a metà tra uno sbuffo e una risata. Ma non dice altro.
Il treno avanza e il silenzio si estende tra noi, fragile e scomodo.
Un nuovo inizio?
Per niente.
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Note dell'Autrice
Ecco a voi il primo capitolo di "Ice Heart", una Dramione scritta da me ambientata nell'ottavo anno a Hogwarts.
Cosa ne pensate? E' almeno scritto decentemente?
-Voldy❤️
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