Chapter 12.
Lucy era stravaccata sul divano nonostante fosse appena mattina. I raggi luminosi del sole entravano dalle finestre e lasciavano un tepore piacevole nella stanza. Si rilassò, sprofondando ulteriormente nel divano con un sospiro.
Era passata una settimana da quando avevano fatto evadere Gajeel dall'ospedale, e il ragazzo si stava ormai rimettendo completamente. Aveva ancora delle fasciature a coprirgli la spalla e il braccio, ma ora poteva girare liberamente per casa senza avere buste di liquidi attaccate al corpo.
Wendy passava ogni mattina e ogni sera per controllare le condizioni di Gajeel. La ragazza però non aveva avuto il permesso di conoscere la strada per arrivarci. Natsu la andava a prendere ogni volta e, seppur scocciato, era felice all'idea che lo facessero guidare. Da quello che Lucy aveva appreso, Erza non gli faceva toccare il volante se c'era lei a bordo e si capiva bene il perché. Natsu era un vero pericolo pubblico alla guida e Lucy aveva ancora qualche dubbio riguardo l'autenticità della patente del ragazzo.
Quella mattina Wendy era passata all'incirca verso le sei del mattino. Lucy era stata buttata giù dal letto da Natsu, che come al solito si infilava nella sua stanza per disturbarla. Da quando una mattina di una settimana fa lo aveva trovato a dormire al lato del letto, Natsu continuava a intrufolarsi di nascosto e dormire in posizioni strane. Lucy non aveva trovato nulla di pericoloso o sospetto in quel comportamento, eppure ogni mattina lo scaraventava fuori dalla stanza senza troppa gentilezza. Ogni mattina iniziava con un suo urlo e Natsu che capitolava nel corridoio con un tonfo.
Natsu era stato rimproverato molteplici volte da Erza – altro motivo per cui Lucy non sospettava che il comportamento di Natsu minasse a qualcosa di pericoloso circa la sua vera identità e missione. Erza era solita dirgli che quello non era un comportamento appropriato, che una ragazza e un ragazzo non potevano dormire nella stessa stanza, ma Natsu sembrava non sentire. Era come se diventasse ancora più sprezzante del pericolo di quanto già non fosse.
Gray aveva iniziato a prenderli in giro. Diceva che prima o poi tra i due sarebbe nato del tenero prima ancora che riuscissero ad accorgersene. Natsu si infuriava e cominciavano ad azzuffarsi, mentre Lucy rimaneva in un angolo con le guance che le andavano a fuoco. Dentro di sé però, sorrideva. A volte le sembrava di stare in mezzo a un gruppo di vecchi amici, piuttosto che in una pericolosa gang. Certo, Levy e Wendy le mancavano da morire, ma stava iniziando a voler bene anche a quel gruppo scalmanato. Lucy era più che sicura che dietro tutti quegli omicidi non ci fossero i membri di Fairy Tail, ma qualcun altro. Qualcuno che voleva incastrarli. Eppure a volte si spaventava, ricominciando nuovamente a sospettare. Se non avesse trovato al più presto delle prove tangibili, tutto ciò non sarebbe mai finito.
Durante quella settimana, Erza aveva continuato a fare ricerche insieme a Laxus. Anche loro avevano il sospetto che dietro alla serie di omicidi ci fosse qualcun altro. A Lucy era stato detto che prima non avevano reagito perché quella fama in un certo senso giovava ai loro territori. Se le altre gang avessero avuto paura di loro, non li avrebbero attaccati. Certo, Erza le aveva rivelato anche che non era la fama che cercavano. Le notizie circa gli omicidi non erano arrivate alla gang prima che Lucy entrasse a farne parte.
Ne erano certamente rimasti sconvolti e ora volevano giustizia. Ovviamente, non la giustizia che avrebbe potuto fornire il dipartimento di polizia. Lucy non osava immaginare cosa avrebbero architettato una volta scoperto il vero colpevole.
<< Sei ancora sveglia? Pensavo fossi tornata a letto. >>
Lucy sollevò lo sguardo corrucciata, notando che Natsu era ora di fronte a lei. Era così immersa nei suoi pensieri che non lo aveva sentito arrivare. Il ragazzo indossava una normale felpa nera e aveva le mani saldamente ficcate in tasca. La stava osservando con cipiglio curioso.
<< Non riuscirei a dormire >> rivelò. Subito dopo lo fissò truce. << E poi è colpa tua se sono sveglia. Avrei potuto dormire di più >> si lamentò, affondando ancora di più tra i cuscini del divano.
Natsu le sorrise. Le porse una mano cercando di farla alzare, ma Lucy non voleva lasciare la posizione comoda che aveva appena trovato. D'un tratto si udì un fracasso. Scattando velocemente seduta, Lucy poté notare una porta aperta con foga ed Erza che ne usciva con un diavolo per capello. Lo sguardo della donna sembrava inviperito, le rughe d'espressione più profonde e marcate, mentre i denti erano stretti, sfregando l'uno contro l'altro.
Sbattendo i piedi a terra per far palesare la sua presenza, la rossa li fissò truce per qualche istante. Lucy aveva un nodo alla gola. Ingoiò a vuoto, intimorita dal comportamento di Erza.
<< Che succede? >> chiese invece Natsu.
<< Quegli stronzi – chiunque siano – ci stanno incastrando per bene. Ma aspettate che li prenda >> annunciò minatoria.
Erza aveva lavorato giorno e notte per scoprire chi fosse questo qualcuno. Purtroppo, anche con l'aiuto di Rougue, non era saltato fuori niente.
<< Voi due >> ringhiò nuovamente la rossa. << Si può sapere che ci fate in salotto senza fare niente? >>
<< Ma non c'è niente->> provò a dire Natsu, prima di essere interrotto da un urlo. Lucy riuscì a sentire la pressione di Erza schizzare alle stelle al solo commento.
<< Andate a fare la spesa piuttosto. Non possiamo morire di fame. Non prima di prendere quei bastardi. >> Annunciò, questa volta più infervorata di prima. La situazione la stava chiaramente infastidendo, ma Lucy non aveva idea di come aiutarla. Al momento non poteva avvicinarsi a nessun oggetto elettronico presente in casa senza che qualcuno la osservasse. Sentendosi a disagio, tornava sui suoi passi senza fare nulla. Se solo avrebbe potuto avvicinarsi un computer, avrebbe provato a scoprire qualcosa utilizzando i file segreti della polizia.
<< Ma Lucy->> riprovò nuovamente Natsu.
Erza si voltò con un diavolo per capello. Aveva un'aura terrificante e Lucy tremò al sol pensiero. Non l'avrebbe ucciso, vero?
<< Non mi interessa >> disse Erza, pronunciando sillaba per sillaba. << Uscite. Veloci. >> L'ultimo urlo fece scattare Lucy in piedi. Bloccò Natsu che stava per replicare per l'ennesima volta e lo trascinò per la manica verso la porta di casa. Infilatisi velocemente scarpe e cappotto, uscirono sulla strada.
Lucy inspirò una boccata d'aria fresca. Era quasi inverno e la stagione dei tifoni era ormai passata. Nell'aria si sentiva ancora il vago odore di pioggia e la brezza fredda la fece tremare per un breve istante. Per la prima volta riuscì a notare il vicinato, all'apparenza comune. Casette sparpagliate, alberi piantati qua e là e giardinetti ormai spogli. In alcuni si potevano notare dei piccoli scivoli, segno della presenza di bambini. Lucy ne rimase sorpresa.
Quando aveva immaginato il quartiere, si era aspettata un luogo lugubre frequentato solo ad esclusivamente da criminali. Pusher come vicini di casa, oppure assassini nella porta accanto. Eppure quelle sembravano normali villette a schiera.
Sentì Natsu accanto a lei che sospirava. L'attimo dopo le prese la mano e la trascinò lungo il viale, incurante delle proteste di quest'ultima. << Non credo che Erza si sia resa conto di aver mandato fuori te >> le disse all'improvviso. In tutta onestà, anche Lucy era convinta che l'Erza sana di mente non l'avrebbe mai mandata a fare la spesa.
<< Già, lo credo anche io. Vuoi che torni dentro? >>
Natsu la squadrò per un attimo, quasi a voler contemplare se le fosse cresciuta una seconda testa o se avesse tutte le rotelle al posto. << Sei pazza? Se ti vede dentro casa senza le buste, darà di matto. >>
Un brivido le attraversò la schiena. Cercò di ricordare la prima volta che aveva visto Erza adirata, ma questo non fece altro che agitarla ancora di più. Camminando lentamente lungo le vie abitate, Lucy ebbe la conferma che fosse un normale quartiere poco fuori il centro frenetico di Tokyo.
Natsu camminava tranquillamente lungo i marciapiedi poco affollati. Aveva le mani saldamente ficcate in tasca e il cappuccio gli copriva i candidi capelli color ciliegio in fiore. Ogni tanto qualche passante che andava di fretta lo urtava per sbaglio, ma lui non si arrabbiava. Piuttosto si inchinava con rispetto e sorrideva, lasciando correre via il povero passante tra una scusa e l'altra. Chi aveva il turno mattutino, si apprestava a dare il cambio in negozio al collega ormai stanco. Era solo quello il viavai mattutino di chi si aggirava attorno alle sette lungo le strade in periferia.
Lucy vide Natsu che si infilava in un negozietto e si apprestò a corrergli dietro. Dentro, il riscaldamento pensò a darle un po' di sollievo. Natsu si aggirava tra gli scaffali con maestria, mentre Lucy pensava più a guardarsi attorno. Non le era mai toccato di andare a fare la spesa e non aveva fatto caso ai gusti dei suoi ormai coinquilini per poter prendere qualcosa di sua iniziativa.
Lei pensò a guidare il carrello, mentre Natsu prendeva il cibo e metteva dentro tutto quello che voleva, senza distinzioni. Ovviamente, fu lui a pagare.
Uscirono dal negozio poco dopo con due buste ciascuno e piene fino all'orlo. Natsu si era offerto di potarne tre, ma Lucy non voleva sentire ragioni. Non era stata molto utile nella scelta degli alimenti e ora voleva riscattarsi portando le buste fino la base senza far pesare qualcosa di troppo a Natsu.
<< Ehi voi! >>
Lucy si voltò di scatto vedendo due ragazzi più o meno della sua età avvicinarsi a loro. A prima vista sembrarono normali studenti dell'università, ma capì che non era così quando vide Natsu sfiorarsi la tasca dei pantaloni. Era risaputo che Natsu tenesse lì le sue armi per dare un effetto sorpresa. Il fatto di trovarsi in un vicolo buio e nascosto rispetto la via principale, non faceva altro che aumentare il rischio.
<< Che volete? >> domandò Natsu guardingo. Il suo tono era apparso freddo e distaccato.
Un ragazzo dai capelli biondi si avvicinò cautamente, sorridendo. Il suo amico, un ragazzo tutto muscoli alto almeno due metri, stava poco dietro di lui e fissava con sospetto qualsiasi movimento. Lucy imprecò nella propria mente. Erano appena usciti dal negozio e avevano le mani completamente occupate da robe pesanti. Non erano in una buona posizione di attacco neanche se l'avessero voluto. Lucy poi era disarmata. Non le era ancora consentito uscire, figurarsi portarsi dietro qualche arma.
<< Mi chiedevo se sapeste dove si trova la base dei membri di Fairy Tail.>> Il ragazzo dai capelli biondi tentò di avvicinarsi maggiormente a Lucy. Si passava la lingua sulle labbra cercando di sembrare in qualche modo sensuale, ma Lucy pensò soltanto che fosse disgustoso. Cercò di allontanarsi, ma Natsu le si parò davanti, arrestando l'avvicinarsi del biondo.
Il tipo non sembrò esserne contento, perché gli lanciò un'occhiata di fuoco. << E chi vuole saperlo?>> domandò ammiccando. Natsu posò le buste a terra, mantenendo lo sguardo con i tizi davanti a lui. Lucy cercò di interpretarne i movimenti del corpo. All'apparenza sembrava molto tranquillo, ma si riusciva a cogliere una scintilla di tensione. Lucy notò con la coda dell'occhio un piccolo movimento della mano di Natsu. Sembrava gesticolare contro i ragazzi, ma Lucy riuscì a cogliere che quei movimenti erano per lei. Le stava dicendo di posare le buste in modo che avesse le mani libere per difendersi. Cautamente lasciò andare la maniglia di plastica senza abbassare lo sguardo su nessun'altra cosa che non fosse Natsu e quegli strani tipi.
<< Oh non sono affari vostri >> rispose il biondo ammiccando. Si spostò lentamente, fissando gli occhi su Natsu e i suoi movimenti. Lucy sentì il battito schizzargli alle stelle per la tensione. Cosa avrebbe fatto se all'improvviso avessero attaccato? Non poteva di certo lanciare addosso a quei tipi delle scatole di ramen!
<< Ma davvero? La mamma non vi ha mai insegnato a non parlare agli sconosciuti? >> rispose Natsu. Era palese che li stava provocando. Lucy avrebbe tanto voluto che non lo facesse.
Notando che fosse la più debole del duo, il biondo si spostò velocemente verso di lei, circondandole il collo con le braccia. Fu un istante e Lucy non se ne rese nemmeno conto fino a quando non sentì la presa stringere sempre più forte. Il fiato le mancò all'istante, ma fu un attimo prima che il ragazzo dietro di lei lanciasse un urlo e la liberasse. Inciampando sui suoi stessi passi, Lucy tossì e inspirò grandi boccate d'aria. Alzando gli occhi, vide che il biondo si stava reggendo il braccio. All'incirca all'altezza dell'avambraccio, faceva la sua comparsa un coltello.
Il ragazzo ringhiò in direzione di Natsu, che ora stava combattendo contro l'energumeno di due metri. Tenendo gli occhi ricolmi di veleno puntati su Natsu, il ragazzo dai capelli biondi si strappò con astio la punta del coltello dalle carni.
Lucy non aveva armi con sé, ma era pur sempre un agente addestrato. Capendo le intenzioni del malvivente di restituire l'arma al mittente, Lucy infilò velocemente la mano in una delle buste che aveva davanti. Ne tirò fuori una lattina di Sprite e senza neanche prendere la mira, lanciò l'oggetto contro il ragazzo, colpendogli la mano e facendo in modo che lasciasse andare il coltello. Chi l'avrebbe mai detto che alla fine avrebbe davvero usato la spesa per difendersi!
In quel momento si sentì tirare per il braccio. Natsu aveva messo fuori gioco l'energumeno e ora era di fronte a lei che l'incitava a correre. Seguendo Natsu e lasciando che il ragazzo la trascinasse, corsero più veloci che poterono.
Lucy sentiva i ragazzi dietro di lei che si alzavano e li inseguivano, urlando ogni genere di imprecazioni che Lucy non avrebbe voluto ripetere. Erano quasi alla fine del vicolo ormai e Lucy sentì il sollievo farsi strada nel petto. Natsu la tirò più forte e lei rischiò quasi di inciampare sui suoi passi. All'uscita del vicolo però si resero conto di essere arrivati in una strada sconosciuta. Nella fretta di allontanarsi dai loro assalitori non avevano fatto caso alla direzione presa.
Lucy si appoggiò al muro adiacente cercando di riprendere fiato. Natsu era accanto a lei che rimpiangeva di aver perso uno dei suoi coltelli da lancio preferiti. Lucy inspirò grandi boccate d'aria, lasciando che l'ansia le scivolasse addosso per far completamente spazio al sollievo. Continuava a fissare la strada da dove erano venuti, ma non c'era nessuno che li stesse inseguendo.
Fece per girarsi verso Natsu, ma a un tratto sentì qualcosa poggiarsi sulla bocca e sul naso. Inspirò involontariamente, quasi per riflesso data la mancanza di fiato. Avvertì l'odore pungente del cloroformio e cercò di ribellarsi alla stretta. Ficcò le unghie nel braccio che la stava tenendo ferma, ma non riuscì ad ottenere nulla. In lontananza, sentì la frenata di un mezzo pesante: forse un autobus o un camion.
Non riuscì a trattenere il fiato a lungo. I polmoni le bruciavano ancora per lo sforzo compiuto e si ritrovò costretta a respirare tra un colpo e l'altro. Non riusciva a capire chi la stesse trattenendo. Non riusciva nemmeno a comprendere se fosse l'altra persona ad essere incredibilmente forte, oppure lei a star perdendo le forze. Spostò freneticamente gli occhi da un lato all'altro, ma non vide nessuno che potesse aiutarla. Non vide neanche Natsu, che fino a un momento prima era accanto a lei. Che lo avessero già preso? Chiunque stesse cercando di mettere fuori gioco lei, lo aveva già fatto con Natsu?
Lucy non riuscì più a muoversi, né a ragionare. L'effetto del cloroformio si fece strada in lei e sentì le forze abbandonarla ulteriormente. La vista si offuscò e poi divenne nero, e lei si sentì scivolare nelle ombre che la reclamavano.
*Angolino*
Finalmente sono tornataaaa!
Devo ammettere che mi era mancato pubblicare e scrivere. Fortunatamente ho avuto la possibilità di comunicare con qualcuno di voi durante questa lunga pausa.
Mi spiace che il capitolo sia corto, ma questo è solo un capitolo di passaggio per dare inizio veramente alla storia. Probabilmente da ora in poi i capitoli saranno più lunghi e spero scritti meglio rispetto a questo e ai precedenti xD
Mi impegnerò al massimo per non deludervi nuovamente! (Il capitolo 13 è già in fase di scrittura, ma io non vi ho detto nulla eh XP )
Alla prossima**
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