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Chapter 7.




<< Lucy? >>

Quella voce era rimasta dolce e delicata proprio come la ricordava. In un attimo venne invasa da una sensazione di sicurezza e leggerezza, qualcosa che pensava di non poter provare più, non quando le cose si stavano complicando in quel modo.

<< Lucy, ci sei? E' successo qualcosa? >>

Il tono, dall'altro capo del telefono, stava iniziando a farsi agitato, scombussolato. Passò lo sguardo sulla figura stesa di Gajeel che continuava a torcersi dal dolore, fino a quelle più confuse degli altri membri che, un po' incerti sul futuro del loro compare, guardavano lei con curiosità mista a speranza. Era come se, con un sguardo, le stessero chiedendo di salvare Gajeel, nonostante poco prima cercassero di tranquillizzarla dicendole che sarebbe sopravvissuto. Ma non era vero e Lucy lo sapeva bene, non se continuavano in quelle condizioni.

<< Sì, ci sono >> confermò.

Dall'altro capo del telefono si sentì un sospiro liberatorio. << Pensavo ti fossi messa nei guai. >>

<< In un certo senso lo sono >> disse, rivolgendo nuovamente lo sguardo su Gajeel: stava perdendo sempre più sangue e questo indicava che lei doveva sbrigarsi. Fece per muoversi lontano da quegli sguardi, ma erano in un furgone, dove poteva andare? Doveva cercare di non dare troppe informazioni e di non far trapelare nulla, o Fairy Tail avrebbe capito, anche solo di sfuggita, cosa stava succedendo. << Mi serve il tuo aiuto >> continuò, il viso che diveniva man mano più serio. << Ma devi prima garantirmi che vuoi entrarci, non posso rischiare di metterti in pericolo se non te la senti. >>

<< Pericolo? >> un nuovo sospiro, questa volta come se ci fosse la consapevolezza di qualcosa. << Lucy, stai lavorando? >>

<< Sì. >>

<< Ci conosciamo da tanto tempo, Lucy, sai che puoi chiedermi di tutto. >>

Lucy si sentì montare un groppo in gola. Per fortuna il volume del tasto chiamata era basso e solo lei poteva sentire le risposte. << Questo è diverso >> disse amaramente, negando inutilmente col capo anche se sapeva che non poteva vederla.

<< Qualsiasi cosa sia, farei di tutto per te. Dimmi di cosa hai bisogno. >>

Lucy prese un respiro profondo, voltandosi verso Erza e cercando nel suo sguardo una sorta di conferma, un qualche scintillio, qualcosa che la incitasse a continuare. Il capo guardò prima Gajeel, poi le rivolse uno sguardo disperato, una tacita richiesta di aiutarlo in ogni modo possibile. Tornò a concentrarsi sulla chiamata, questa volta più decisa. << Mi serve una stanza di ospedale, allora. Mi serve che tu ci faccia passare in qualche modo. >>

I visi degli altri scattarono a quelle parole, ma Erza li bloccò con una mano, mimando di fare silenzio e di prestare attenzione. In un modo o nell'altro, Lucy non sapeva come, ma il capo della gang si stava fidando di lei.

<< Lucy, sei ferita?! >>

La ragazza si ritrovò costretta ad allontanare il telefono dalle orecchie, o quell'urlo le avrebbe fatto perdere l'udito. << Se fossi ferita, secondo te ti parlerei in modo così calmo? >> esclamò, il sarcasmo che trasudava nel tono. In realtà la risposta era risultata quasi urlata e sarebbe stata senz'altro una scena comica, se solo non si fossero trovati in una situazione disperata. << Hanno sparato a un mio amico e mi serve il tuo aiuto. Credo stia morendo... >>

<< Non mi lascio abbattere... da uno stupido... pezzo di metallo, biondina >> la rimarcò Gajeel, i denti e pugni stretti in una morsa piena di dolore, i gemiti a malapena soffocati.

<< Lucy, sono costretta a riportare le ferite da arma da fuoco alla polizia, lo sai. >>

<< NO! >> urlò, le teste degli altri che scattavano nuovamente in su per la sorpresa. << Ti prego, nessuno deve sapere che siamo stati lì. >>

Un altro sospiro, questa volta più intenso. << Diamine, so già che passerò i guai dopo, ma va bene. Sto prendendo la cartella, lo sto segnando sotto il nome di Wataru Hatano* e ho detto alle infermiere di preparare una stanza privata, in modo che nessuno possa disturbarvi; ma Lucy, devo farti delle domande attinenti al ricovero o non potrò aiutarti. >>

Lucy fece cenno a Laxus di mettere in moto, mentre piano si inginocchiava vicino a Gajeel, in modo da potergli fare immediatamente le domande. << Sono pronta, dimmi. >>

<< Devi dirmi che tipo di ferita è, dove è collocata, qualsiasi cosa riesci a riconoscere. >>

Lucy si avvicinò ulteriormente, cercando di studiare la ferita, ma con tutto quel sangue era difficile dirlo con esattezza. << Ferita di tipo contundente e credo... >> si fermò un attimo, il tempo di alzare il braccio di Gajeel che le regalò un urlo, seguito da un'imprecazione << a fondo cieco, appunto. E' un problema? >>

<< Avremo certamente più lavoro da fare. >> Lucy sentì il rumore della penna che graffiava la carta, i piccoli colpetti che la punta metallica dava al foglio sorretto dalla cartella. << Sai dirmi dov'è collocato? >>

<< Non sono un fottuto medico, per me dirti "è vicino la spalla" è più che sufficiente >> la rimbeccò.

Sentì una risata soffocata dall'altro lato della linea. << Non so in che guaio ti sei cacciata, ma inizi a parlare come una scaricatrice di porto >> una piccola pausa, il silenzio attutito solo dai suoni dei clacson che suonavano contro il furgone e i versi strozzati di Gajeel che cercava di non mostrare di essere in sofferenza. << Ho segnato qualcosa, me la vedo io. Adesso devi dirmi, su una scala da uno a dieci, quanto è forte il dolore del tuo amico. >>

Lucy provò ad attirare l'attenzione di Gajeel, cercando di distrarlo vagamente dal dolore. << Sai dirmi, su una scala da uno a dieci, quanto ti fa male? >>

<< Ma che cazzo ne so! Mi hanno sparato! >> urlò quello e Lucy per poco non mollò il telefono dalla paura, rischiando di farlo cadere addosso al diretto interessato. Gajeel continuava ad agitarsi, mentre Erza continuava a pressargli il panno sulla ferita, il tessuto che si imbrattava sempre più di sangue.

<< Direi... uhm, sette >> sentì dire. << Sai se ha qualche allergia a farmaci? >>

<< Sembra un interrogatorio >> sbuffò lei in risposta, poi rivolse lo sguardo su Erza, a sua volta incuriosita dall'improvviso cambio di soggetto della più giovane. << Erza, sai se ha qualche allergia? >>

L'altra sembrò pensarci su. << Gliene parlerò io appena arriviamo >> le disse quella, tornando poi a concentrarsi sul compagno ferito.

<< Va bene, abbiamo finito per ora >> le disse. Si sentì un rumore, delle parole sussurrate e poi la linea che diveniva muta per un attimo, per poi ritornare. << La sala operatoria è pronta, così come la stanza dove lo terremo. Lucy, ti aspetto davanti l'entrata dell'ospedale e spero per te che questo piccolo favore non mi costi il posto. >>

Lucy sorrise di istinto, pur sapendo che l'altra non poteva vederla. << Grazie mille, Wendy >> disse, prima che la linea divenisse muta.

§

Lucy pensava seriamente di morire per l'ennesima volta in quella giornata. Laxus aveva guidato fino all'ospedale come un pazzo, le auto che gli suonavano rischiando incidenti o di mettere sotto qualche temerario pedone che decideva di attraversare la strada proprio quando il ragazzo schiacciava l'acceleratore. Fortunatamente, erano riusciti ad arrivare davanti le porte dell'ospedale illesi.

Le porte scorrevoli del furgone vennero aperte e Lucy vide immediatamente dei paramedici che si fiondarono all'interno, incitando i ragazzi a scendere in modo da avere più spazio a disposizione. Una volta scesa, Lucy si ritrovò faccia a faccia con la persona con cui stava parlando al telefono solo pochi minuti prima. Non era cambiata affatto. Era ancora più bassa di lei di qualche centimetro, ma Wendy aveva ancora quel visetto da bambina, i lunghi capelli blu raccolti in una coda alta e gli scintillanti occhi castani che la scrutavano da cima a fondo, forse in cerca di qualche ferita. Laureata da poco e camice bianco inforcato sulle spalle, la ragazza si stava avvicinando a lei con un sorriso.

<< Pensavo sarebbero passati anni, prima che ti rifacessi viva >> le disse, non riuscendo a nascondere una nota un po' risentita. Lucy la guardò, calcolando esattamente da quanto non la vedesse: tre o quattro mesi? No, forse il periodo era più lungo. Forse un anno, esattamente dal giorno in cui era entrata in polizia, lasciando lo studio sul piano elettronico, prendendo poi il diploma online. Forse Wendy non sapeva neanche che stesse cercando di prendere anche la laurea sullo stesso sito.

<< Scusa >> mormorò, il viso in fiamme dall'imbarazzo << non mi sono presentata neanche alla tua cerimonia di laurea. >>

Wendy sospirò, le braccia conserte sotto al petto non molto pronunciato. << Levy mi ha detto del tuo lavoro >> annunciò l'altra e Lucy non poté fare a meno di andare in panico, sgranando gli occhi e cercando con lo sguardo i membri di Fairy Tail.

Erano tutti radunati attorno alla barella che stava trasportando Gajeel all'interno dell'ospedale, ma la ragazza riuscì a notare lo sguardo confuso di Natsu, gli occhi incollati alla sua figura mentre la scrutava da cima in fondo, quasi come se fosse sospettoso.

Tornò a rivolgersi verso Wendy, che aveva il viso travolto dalla confusione. << Ti prego, non parlare del mio lavoro qui, non è il momento. >>

L'altra sospirò. << In che guaio ti sei cacciata, Lucy? >>

Lucy si ritrovò a scuotere la testa, amareggiata. << Non posso dirtelo. Posso dirti solo che mi devi un favore. Ricordi quando mi usavi come tester per prendere le analisi del sangue nonostante io sia agofobica? Bene, è il tuo momento per ricambiare il favore e salvare il ragazzo a cui hanno sparato. >>

Wendy sorrise distintamente, prima di farle cenno di seguirla. << Non sei cambiata per niente >> commentò l'altra, le mani ora saldamente infilate nelle tasche del camice, mentre i tacchi medi prendevano a sbattere contro il lucido marmo delle mattonelle dell'ospedale. Appena entrata, Lucy venne invasa dal solito clima calmo e poco ospitale della struttura. La puzza di disinfettante e naftalina le era entrata nelle narici e Lucy si ritrovò a storcere il naso mentre seguiva Wendy per i corridoi.

La ragazza era un po' cambiata da quando l'aveva vista per l'ultima volta. Adesso Wendy sembrava più decisa, più sicura di sé e in quello che faceva, mentre un tempo sarebbe stata invasa da mille timori con la paura di sbagliare o fare un passo falso. La condusse verso la sala d'attesa prima della sala operatoria, dove alcuni medici si stavano apprestando a spingere la barella con Gajeel al suo interno. Il viso del ragazzo era ancora sofferente, ma il braccio era collegato ad alcuni fili provenienti da un sacco con al suo interno un liquido trasparente, quasi come se fosse acqua. Gajeel sparì l'attimo dopo, le porte che sembravano aver inghiottito sia lui che i medici dal camice bianco.

Erza si alzò immediatamente da dove era seduta, dirigendosi verso di loro. Lucy immaginò dovesse dare qualche informazioni a Wendy riguardo il ricovero di Gajeel, ma non poté fare a meno di intrattenersi un attimo con la sua amica, prendendole velocemente il braccio e avvicinandosela un attimo. << Non parlare con loro del mio lavoro, ti prego >> le sussurrò velocemente, prima di lasciarla e dirigersi verso le sedie di plastica dell'ospedale, rivolgendo ad Erza un breve cenno quando le passò accanto.

La rossa le accennò un piccolo sorriso stanco, prima di rivolgere tutta la sua attenzione sul giovane medico, invitandola poi ad uscire un attimo per parlare con calma.

Lucy si guardò attorno, notando Natsu che si andava a sedere vicino a lei, il viso accigliato. La ragazza lo sguardò un attimo, quasi incantata dal profilo dell'altro. I lineamenti sembravano ancora quelli di un bambino, eppure, da quello che sapeva, Natsu era più grande di lei. << Grazie >> le disse all'improvviso.

Lucy lo guardò incuriosita, le sopracciglia chiare che scattavano all'insù. << Non ho fatto nulla. >>

<< Se non avessi un'amica medico, penso che le nostre cure non sarebbero servite a nulla. Grazie per averci proposto queste soluzioni. >>

Lucy sorrise distintamente. << Risparmiati i ringraziamenti per dopo, quando dovrai ringraziare Wendy per il suo lavoro. >>

Natsu ricambiò il sorriso, quasi come se ci avesse pensato solo in quel momento e avesse ben formulato in mente le parole adatte. << Forse. >>

§

Dopo quella breve conversazione, l'aria attorno a loro divenne pesante, un pizzico di ansia e speranza che lasciava scariche elettriche come un filo. Erza era tornata minuti dopo insieme a Wendy. La rossa aveva il viso un po' più rilassato. Si era andata a sedere accanto a Lucy, le mani che si congiungevano in una tacita preghiera e poi una stretta veloce su quelle della bionda, che ormai si era dimenticata dei ringraziamenti che gli altri le avevano fatto. Wendy si era infilata velocemente in sala operatoria, andando a completare l'equipe di medici che probabilmente si era già messa al lavoro da tempo.

La puzza di naftalina e disinfettante alleggiava pesantemente persino nella sala d'attesa e Lucy si ritrovò a storcere un po' il naso dal fastidio. Tutto ciò le ricordava quando andava ancora a scuola e si era ritrovata ad aiutare Wendy con i suoi test universitari di medicina, quando la blu la rincorreva per casa tentando di disinfettare a dovere un taglio. Erano bei ricordi quelli, Lucy doveva ammetterlo. Le mancava camminare per strada con Wendy, vedere lo strabilio della gente quando l'altra annunciava di essere la più grande tra le due, e vedere Levy che correva incontro ad entrambe, il passo marcato di una poliziotta alle prime armi.

Erano momenti che Lucy sentiva di non poter più riavere. Adesso, nella sala d'attesa di quell'ospedale, Lucy sentiva di non aver più sotto controllo il suo futuro. A Gajeel era bastato un attimo per ritrovarsi ferito, in bilico tra la vita e la morte per un foro di proiettile. E se fosse successa la stessa cosa a lei? I membri di Fairy Tail non avevano chiamato altre persone, i loro alleati, il resto della gang, per aiutarli in quella missione suicida.

Lucy corrugò la fronte, il sospetto che ormai si faceva largo nella sua mente. E se in realtà i membri di Fairy Tail non erano poi così pericolosi come avevano fatto credere e i suoi membri fossero gli attuali cinque che Lucy aveva conosciuto?

<< Dobbiamo capire cos'è successo in quel magazzino >> capitolò Erza all'improvviso. Lucy si voltò verso di lei, notando i pugni stretti e le nocche bianche dell'altra ragazza.

<< Che vuoi dire? >> domandò Gray facendosi si più vicino per entrare meglio nella conversazione.

Sembravano tutti troppo rilassati, pensò Lucy. Pensino Laxus aveva il solito atteggiamento, scontroso ma non troppo.

<< L'esplosione... non possono averla organizzata quelli di Raven. >>

<< Erza ha ragione >> confermò Natsu, accompagnando il tutto con un tacito assenso del capo. << Le bombe erano piazzate dalla loro parte del magazzino, non dalla nostra. Il rumore era lontano, veniva da dietro di loro. A meno che non volessero suicidarsi con noi al seguito senza neanche sapere se ci avrebbero presi sul serio, temo che siano stati vittima di qualcun altro. >>

<< Ma allora li sai fare i ragionamenti sensati, rosellina >> lo rimbeccò Gray.

Natsu ebbe giusto il tempo di guardare storto il corvino, prima che Erza sparasse un'occhiata omicida ad entrambi, facendoli ammutolire.

<< Dobbiamo capirne di più e intendo farlo subito. Non posso permettere che qualcun altro si faccia male com'è successo a Gajeel >> ammise la rossa. Puntò lo sguardo di fuoco in avanti, verso Laxus, che ricambiò l'occhiata con un sorrisetto divertito, come se sapesse già cosa avrebbe dovuto fare. << Laxus e io andremo a investigare, voi tre restate qui con Gajeel. >>

<< Ma Erza... >> tentò di fermarla Lucy, andando ad afferrare il braccio del capo della gang. Quella le sorrise amaramente, ma con un pizzico di fiducia che sembrava aver appena ritrovato.

<< Chiamatemi se ci sono novità >> disse, prima di incamminarsi con Laxus oltre le porte, lasciando i tre ragazzi da soli e con lo sguardo sbigottito.




*Angolino

Lo so, purtroppo sono mesi che non mi faccio sentire. Non starò qui a giustificarmi. Non perchè non abbia motivazioni, ma perchè mi sembra inutile raccontare qualcosa che possa esser preso come un atto di pura noia. Sappiate però che non era noia o poca ispirazione a non permettermi di scrivere, ma altro.

Detto questo, sono tornata! Vi ero mancata almeno un pochino?  Farò del mio meglio per impegnarmi e non lasciarvi per mesi senza capitoli perchè, diciamocelo, non vi meritate di aspettare questa povera ritardataria cronica. Beh, spero ci sia qualcuno che ancora aspettava che aggiornassi.

Mi scuso se non rispondo ai messaggi che lasciate sotto ai capitoli, ma posso assicurarvi che li leggo e che mi danno motivazione per continuare questa storia.

Ordunque, fatemi sapere cosa ne pensate, sia del capitolo che del mio ritorno inaspettato XD Beh, in fondo vi avevo avvisato che sarei tornata quando meno ve lo aspettavate XD

A presto genteh! :******

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