Venti
Caitlyn's pov
Ero in piedi davanti a mia madre che, curata e profumata com'era, stava leggendo la lettera che le avevo dato come se fosse la cosa più noiosa del mondo.
Avevo il corpo rigido e non vedevo l'ora di tornarmene in camera mia a prepararmi per la cena che avrei avuto tra qualche con i genitori di Josh. Non vedevo l'ora di conoscere sua madre: era stata così gentile al telefono lo scorso sabato quando avevo dovuto disdire a causa di un litigio con mia madre, che mi aveva proibito andare.
Ma la madre di Josh era stata così tanto gentile ed apprensiva e ci eravamo messe d'accordo per rimandare per quel giorno.
Ero ancora un po' stanca dalla partita di Josh ma non volevo rischiare di andare a dormire per poi non fare in tempo. Quando era uscito dalla palestra si è comportato in modo stranissimo, mi aveva parlato a stento ed era quasi fuggito via con la sua macchina. Per fortuna a salvare la situazione c'erano Michael, Aaron e Kevin che erano stati gentilissimi ed erano rimasti a parlare un po' con me. Si erano scusati per il comportamento del loro amico e mi aveva rivelato che il coach gli aveva urlato contro a fine partita.
-Brava.- Fui risvegliata da quel ricordo da mia madre, che seppe dire solo quello riguardo alla lettera. In fondo non mi aspettavo grandi complimenti da parte sua anche se una notizia così non si sentiva ogni giorno. -Congratulazioni, è una buona notizia.
-Cos'è una buona notizia?- Come se non bastasse Brad entrò in cucina. Era vestito con i suoi soliti vestiti eleganti: una camicia azzurra, cravatta e pantaloni neri. Mi era capitato solo una volta di vederlo con una tuta normale, circa un mese fa quando era tornato da un'intensa sessione di jogging.
-Caitlyn ha ricevuto il titolo di "Miglior studentessa dell'anno". E' arrivata una lettera, se vorrà potrà diplomarsi prima e andare all'università.- Mia madre riepilogò tutto brevemente mentre guardava il suo fidanzato con occhi adoranti.
-Congratulazioni! E' una bellissima notizia!- Vidi negli occhi di Brad una luce che era mancata in quelli di mia madre e sentii la voglia di piangere crescere in me. Si avvicinò a me, come per abbracciarmi, e mi scansai prendendo la lettera di nuovo nelle mie mani.
-Grazie. Ora vado a farmi una doccia.- Uscii dalla stanza percorrendo le scale e mi diressi in camera.
Aprii l'armadio cominciando a passare in rassegna i miei vestiti, per decidere cosa avrei indossato. La madre di Josh mi aveva detto di vestirmi a mio piacimento ed era rimasta sul vago. Se fossi stata troppo appariscente sarei sembrata ridicola mentre se mi fossi vestita troppo casual sarei passata per una menefreghista. Ma i miei pensieri erano disturbati da una domanda: perché Josh si era comportato così ieri sera?
Grazie a lui avevo anche rivisto un vecchio amico delle medie che era venuto a vedere suo cugino giocare. Lo avevo rivisto dopo anni dopo il suo trasferimento a New York.
Ovviamente, nonostante avessi parlato con lui per molto tempo, avevo prestato attenzione a Josh e dovevo ammettere che giocava da urlo. Avevo dovuto ammettere a me stessa che con la divisa stava davvero bene, anche quando sembrava preoccupato e quando...
-Caitlyn!- La voce di mia madre mi richiamò dal piano di sotto.
Sbuffai sonoramente mentre scendevo nuovamente le scale ed arrivata nella sala da pranzo, vidi la tavola apparecchiata e il cibo sul tavolo.
Presi posto al mio solito posto e notai che Edward ci aveva onorati della sua presenza a tavola. Era già due giorni che non lo vedevo.
Il pasto cominciò in silenzio, solo mia madre e Brad parlavano.
-Allora Edward, come vanno gli esami?- Chiese mia madre.
-Bene, è un po' pesante ma me la cavo.
-Ovviamente.- Sibilai infilzando l'insalata. Forse avevo parlato a voce troppo alta perché gli sguardi di tutti si posarono su di me. Non badai a questo e continuai a mangiare.
-Appena finisci, andremo a festeggiare da qualche parte.- Continuò mia madre.
-Grazie Karen.- Rispose lui con un sorriso.
-Grazie Karen.- Scimmiottai sotto voce, risi io stessa di quanto mi era riuscita bene l'imitazione. Non capii perché, quel giorno, non riuscivo a stare zitta. Di solito nascondevo bene i miei pensieri davanti a loro, quel giorno sembrava che il mio cervello e la mia bocca non fossero collegati.
-C'è qualcosa da ridere Caitlyn?- Mia madre mi stava fulminando con lo sguardo.
-Non lo so madre. Ho il permesso di ridere oppure è solo concesso ad Edward?- Mi sarei voluta schiaffeggiare da sola. Ora era il momento giusto di iniziare una fase di silenzio.
Brad posò delicatamente la sua forchetta mentre prendeva un sorso d'acqua, guardando il piatto. Mia madre sembrava essere sul punto di scoppiare.
-Ti sembrano i modi?
-Non lo so. Dimmelo tu.- Sibilai.
-Questo non è un comportamento da persona matura. Non essere maleducata e continua a mangiare. In silenzio.
-Infatti è meglio che stia zitta, almeno sembrerà quasi che non ci sono.- A quel punto mi ero alzata da tavola. -Con permesso.
Uscii dalla sala da pranzo sentendomi gli occhi di tutti addosso.
Odiavo mia madre perché non riusciva ad amarmi. Odiavo Brad perché mi aveva portato via mia madre. Odiavo Edward perché veniva elogiato in tutto. Odiavo me stessa perché non ero la figlia perfetta. Odiavo quella casa troppo grande. Odiavo quella vita.
Ed odiavo aspettare. Non vedevo l'ora di andarmene.
Dopo una manciata di ore, era tempo di andare ed io ero pronta. Scesi giù all'entrata afferrando la giacca e mettendomela. Avevo aperto la porta quando questa si richiuse. Mia madre con sguardo infuocato, teneva una mano posata sulla maniglia.
-Dove credi di andare?
-Da Josh, ceno da lui.- Risposi neutrale.
-Dopo la scenata che hai fatto oggi, non penso proprio che andrai da alcuna parte.- Le sue parole mi colpirono come uno schiaffo.
-Non ci penso nemmeno a rinunciare a questa cena. L'altra volta ho rimandato per colpa tua, non lo farò anche oggi.
-Colpa mia? Fila in camera tua. Non vai da nessuna parte.- Rimasi qualche attimo a guardarla. Conoscevo mia madre, non avrei ottenuto niente se fossi rimasta lì a discutere con lei, così quando sentii le lacrime pizzicarmi gli occhi girai i tacchi e corsi in camera mia, sorpassando Edward che era appena uscito dal salotto.
Aspettai un poco, pensando a cosa fare e cercai di sistemare il trucco colato.
Lanciai un'occhiata all'orologio, mancavano venti minuti e non avrei mai fatto in tempo.
Quando chiamai Josh sentii la delusione e la rabbia nella sua voce e non potei fare a meno di singhiozzare rumorosamente quando attaccai. Lo avevo deluso, lo sapevo. Anche sua madre lo sarebbe stata, sicuramente. Che brutta figura che avevo fatto.
Avevo cominciato a togliermi le scarpe quando sentii qualcuno bussare alla porta e un secondo dopo entrò Edward.
-Che vuoi?- Mi asciugai in fretta le lacrime.
Poi le sue parole mi sorpresero: -Vai pure alla cena. Mio padre e tua madre sono usciti un attimo. Ti copro per qualche ora.
E così mi ero ritrovata a bussare alla porta di Josh mentre il suo sguardo trasudava felicità e sorpresa. Il tempo trascorse velocemente e così come ero arrivata, qualche ora dopo, mi ritrovavo ad uscire da casa del mio amico.
Non mi importava se avrei dovuto litigare nuovamente con mia madre una volta tornata, o se avrei dovuto ringraziare Edward. La preoccupazione più grande era per Josh, mi aveva sorriso per tutta la serata, avevo sentito il suo sguardo su di me mentre parlavo, ma lo vedevo determinato a sapere cosa mi era successo prima di arrivare. E sapevo che in fondo voleva che io gli raccontassi qualcosa di più sulla mia vita.
Avevo delle spiegazioni da dargli ma non riuscivo a pensare a nessuna bugia da dirgli. Cosa potevo dire? Che la mia vita stava andando in rovina mentre mi innamoravo di lui?
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[Revisionato il 26/11/2020]
Ciao a tutti!
Come va?
La scuola è iniziata di nuovo e io mi sento morire ogni giorno di più. Invece voi?
Non ho molto da dirvi. Che novità, lol, ma non ci posso fare niente.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, votate e commentate se vi va. Ci vediamo alla prossima.
Un bacio.
-selma
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