Chapter 18.
Lucy si svegliò di soprassalto. A un certo punto, durante il sonno, si era sentita toccare. All'inizio aveva pensato fosse solo un sogno, ma poi la sensazione si era ripresentata nella vita reale e con più insistenza. Aveva chiaramente sentito qualcosa aggrapparsi alla sua spalla.
Lanciando un urlo, si levò le coperte come se fosse un cavallo impazzito, ma la piccola scenetta folle ebbe vita breve. Sentì una specie di ronzio e poi qualcosa che si posava sulla sua bocca, mentre un peso le si scaraventava addosso. Adesso Lucy sentì l'ansia crepitarle nel petto, ma quando finalmente riuscì a mettere a fuoco la sua stanza, vide che ciò che la stava trattenendo non era altri che Natsu. Lucy buttò gli occhi al cielo, quasi risentita dall'essere stata svegliata in quel modo assurdo: se fosse stata debole di cuore, ci sarebbe rimasta secca.
Natsu le sorrise. << Prima eri spaventata, adesso mi lanci sarcasmo con gli occhi? >> le disse. Si lasciò sfuggire una risata, ma Lucy non aveva affatto intenzione di prestarsi ai suoi giochetti. Cercò di muoversi sotto al peso del ragazzo che la stava schiacciando, ottenendo che lui si spostasse e le lasciasse libere le labbra.
<< Che stai facendo? >> gli chiese con un urlo. Aveva ancora la bocca impastata dal sonno, ma si era decisamente svegliata per quell'assurda commedia.
Natsu le mimò col dito di fare silenzio. << E' presto, non urlare. >>
Lucy notò che effettivamente il ragazzo aveva ragione. La finestra della sua stanza non lasciava filtrare alcun raggio di sole. Fuori era buio, ma in lontananza, Lucy riconobbe il canto di qualche passerotto. Buttò nuovamente gli occhi al cielo, lanciando poi un'occhiata truce verso Natsu che, ancora seduto sul suo letto, le stava rivolgendo sorrisi imbarazzati.
<< Non sono nemmeno le sette, che diamine ci fai qua? >> chiese quasi sull'orlo della disperazione. Nei giorni passati, Natsu le era rimasto appiccicato quasi per tutto il tempo, ed era peggio quando Loki si faceva vivo. Lucy non aveva ben compreso la situazione, ma aveva intuito che al ragazzo, l'altro non piaceva. Loki aveva cercato di aiutarla con le ricerche, ma puntualmente Natsu arrivava con qualche sparata delle sue, facendo saltare i nervi all'agente dell'antidroga. D'altro canto, dopo giorni di ricerche in cui avevano cercato nuove informazioni sulla nuova gang terminate tutte senza successo, Lucy aveva finito per stancarsi, rimanendo provata e andando a letto molto più tardi degli altri. A volte Natsu rimaneva sveglio con lei per farle compagnia, ma tutto ciò non giovava alle ricerche. Avere Natsu così vicino la faceva sempre arrossire, finendo per distrarsi a ogni più piccolo gesto dell'altro. Lucy non riusciva a scacciare dalla mente gli eventi dei giorni passati e stava seriamente pensando di star per impazzire.
<< Avevo pensato di prepararti la colazione visto che sei stanca e tutto >> iniziò lui e Lucy sentì il cuore mancargli un battito, perché quello era un gesto estremamente dolce << ma non ho idea di come si cucini, quindi sono venuto a prenderti. >> L'ultima parte scacciò un po' della magia che si era creata. Lucy sospirò, segnando a Natsu di spostarsi così che lei si sarebbe potuta alzare. Lui la accontentò quasi subito, porgendole poi una mano per aiutarla a sollevarsi.
Si diressero immediatamente in cucina. La casa era completamente al buio, e una volta arrivati nella stanza designata, accesero la luce. Lucy si sedette al tavolo con uno sbuffo stanco, incredula di essere sveglia alle sei e mezza per accontentare un capriccio di Natsu. Certo, lo stava facendo per lei, ma svegliarsi ad orari del genere, almeno per lei, avrebbe dovuto essere illegale. << Allora, cosa intendi cucinare? >> gli chiese.
Natsu ci pensò a lungo. Si andò a sistemare al bancone della cucina, appoggiandocisi contro. << Ramen? >>
Lucy fece un verso schifato. << Non mangio ramen alle sette del mattino. >>
<< Pancakes? >>
Lucy si illuminò, lasciando da parte un po' del sonno che ancora provava. << Oh sì! >> esclamò entusiasta.
Natsu sospirò, ma si voltò comunque per prendere gli ingredienti necessari per preparare il dolce della colazione. Lucy lo osservò tutto il tempo, in parte intimorita che potesse mandarle a monte la colazione, in parte incerta su cosa l'altro stesse per mettere dentro al posto degli ingredienti. Aveva dovuto fermarlo dal mettere sale al posto del lievito, per non parlare di come aveva sparpagliato le uova per tutta la cucina. Lucy si era ritrovata a pulire il danno causato da Natsu che, per quanto si stesse sforzando, non era proprio capace di far qualcosa come si doveva. Almeno non in cucina.
Spazientita, Lucy gli fece segno di scansarsi. << Faccio io. Temo che appena proverai a mettere un pancake sul fuoco, tu possa incendiare la cucina. >>
Natsu mise il broncio. << Ma volevo cucinare per te >> esclamò. Sembrava quasi innocente mentre lo diceva e Lucy si ritrovò ad arrossire. Nessuno aveva mai cercato di fare un gesto tanto carino per lei, nemmeno Loki quando stavano insieme. Scosse la testa, cercando di non far vedere il rossore che ormai le colorava le guance. Eppure sentiva il viso andarle a fuoco non appena Natsu si faceva solo un po' più vicino. Non avrebbe dovuto distrarsi così in missione, avrebbe potuto commettere errori fatali per lei e per gli altri.
Lucy sospirò, cercando di rimanere con i piedi per terra e non farsi trascinare dal suo mondo di pensieri e fantasie. << Faccio io, non preoccuparti. >>
Ma Natsu non si scansò. Proclamando di volerla aiutare ad ogni costo, le passò ogni ingrediente con cura, aiutandola persino a regolare il fornello della cucina quando venne il momento di mettere l'impasto nella padella. Erza e Gray si fecero spazio in cucina mentre i primi pancakes venivano adagiati sul piatto. Lucy non osò voltarsi, quasi incerta di come avrebbero reagito nel vederli impegnati a cucinare.
<< Ossignore, Natsu sta cucinando >> esclamò Gray. Si era stiracchiato un attimo, prima di emettere un rumoroso sbadiglio.
<< Non sono certa di voler mangiare >> deglutì a vuoto Erza.
Con la coda dell'occhio, Lucy notò che Natsu stava rivolgendo delle occhiate assassine ai suoi compagni. << Sta cucinando Lucy, io sto solo aiutando. >>
<< Cosa già strana di suo >> affermò Laxus, facendosi largo in cucina e infilandosi nel discorso subito prima di sedersi al tavolo.
<< Lucy >> la chiamò Gray. Lei si voltò giusto un attimo, incontrando lo sguardo del corvino << sai cucinare, vero? >> lo chiese quasi speranzoso e Lucy si rese conto che anche gli altri avevano assunto la stessa espressione. Gettò gli occhi al cielo. Era passata dal farsi preparare la colazione, al prepararla per tutti. Se l'avesse saputo, avrebbe chiesto a Natsu del semplice latte con cereali.
<< Certo che sa cucinare >> rispose per lei Natsu << quando facevamo i turni in ospedale per Gajeel, mi ha preparato dei buonissimi pancakes. >>
Gajeel entrò in cucina proprio in quel momento, facendo sfoggio delle sue bende appena cambiate. Lucy non aveva idea che tutti i membri di Fairy Tail si svegliassero così presto. In genere lei si alzava e faceva colazione da sola, ma aveva sempre pensato che gli altri fossero in giro o non si fossero ancora svegliati, invece adesso aveva capito che la vera dormigliona era lei.
<< Il prossimo passo è il matrimonio? >> scherzò Laxus. Era raro che facesse battute, ma quando le faceva era in grado di far sentire in imbarazzo chiunque. Lucy quasi fece bruciare un pancake, oltre al sentire il viso andarle ancora più a fuoco. La colazione le sarebbe finita di storto, ci avrebbe messo la mano sul fuoco. Non sarebbe uscita viva da quella cucina. Dannazione a lei e quando aveva deciso che passare del tempo con Natsu fosse buona idea. Con i pensieri che la tormentavano di recente poi, le cose erano peggiorate.
<< E anche se fosse? >> commentò Natsu con fastidio. Peccato che non era stata la frase più adatta da dire.
Lucy rischiò di strozzarsi con la saliva, urtando accidentalmente – per l'ennesima volta da quando era entrata in quella casa – la padella bollente e bruciandosi un dito. Ma non fu l'unica ad avere una reazione esagerata, perché Gray sputò il latte che stava bevendo dritto in faccia a un divertito Gajeel, che ora aveva assunto un'espressione che presagiva solo guai. Erza era arrossita così tanto, che il viso era divenuto dello stesso colore dei capelli. Laxus sembrava tranquillo, e Natsu anche.
O almeno rimase tranquillo fino a quando non notò che Lucy si era bruciata per l'ennesima volta. E la diretta interessata avrebbe tanto voluto che il pavimento la inghiottisse. Il dolore all'indice sembrava nulla in confronto all'imbarazzo che stava provando in quel momento. Si appuntò di fare un discorsetto a Natsu non appena avrebbero lasciato la cucina. Se sperava che da quel momento le cose si sarebbero fatte più tranquille, si sbagliava di grosso. Le apparenze ingannavano sempre.
**
Levy si trovava nell'ufficio di Makarov, non riuscendo a star ferma dopo che qualche giorno prima la riunione era andata a monte con pochissime parole. Aveva l'ansia che le crepitava sulla pelle e un'orribile sensazione che sembrava divorarle lo stomaco.
<< Levy, siediti >> le disse il capo, ma Levy ubbidì solo per forza d'abitudine. Non riuscendo a star ferma, prese a giocare con una ciocca di capelli che le arrivava sulla spalla. Era inutile, era un fascio di nervi.
<< La riunione è andata a monte, ed è stata colpa mia >> farfugliò in un instante. Aveva iniziato quella riunione nella speranza che ora gli altri agenti potessero guardare a Lucy come un ottimo poliziotto, invece, non sapeva come, aveva ottenuto il risultato contrario. Da quando Lucy era arrivata al dipartimento, aveva sempre ricevuto occhiatacce dai colleghi: perché era troppo giovane, le avevano detto all'inizio, oppure perché, essendo amica del capo dell'intelligence, era riuscita ad ottenere immediatamente un impiego come hacker. Levy non aveva fatto favoritismi. Lucy aveva davvero talento, più di qualsiasi altro hacker che avessero mai avuto nell'intelligence. Se Lucy era così brava, perché lasciarla come mero poliziotto? Aveva fatto tanto durante quegli anni con loro, il suo talento non poteva essere insultato solo perché Levy aveva sbagliato a presentare la situazione durante la riunione. Era inconcepibile.
<< Non è stata colpa tua. Nel dipartimento ci sono sempre state malelingue su Lucy >> le disse con fermezza Makarov. L'anziano era seduto alla scrivania, cercando informazioni su altri fogli sparsi scompostamente sulla scrivania.
<< Ma io ho fatto ben poco per fermarle >> ribatté d'un fiato. Non era molto indicato contraddire il capo, ma Levy si sentiva sull'orlo della disperazione. Forse Loki aveva ragione, forse non avrebbe dovuto mandare Lucy in missione sotto copertura in una gang del genere. Ma di certo nessuno si sarebbe mai aspettato che arrivassero notizie come il fatto che Fairy Tail fosse innocente. Come potevano archiviare e riscrivere ogni singolo fascicolo?
Pensandoci attentamente, non aveva senso. Com'era possibile che un sacco di agenti avessero ottenuto le stesse informazioni, mentre Lucy ne aveva di diverse? Levy scosse la testa, ormai frustrata persino dai suoi stessi pensieri. Non avrebbe dubitato di Lucy.
<< Sei sempre stata dalla sua parte, qualunque cosa accadesse. Ciò ti ha messo in una posizione poco credibile agli occhi dei tuoi colleghi >> la informò il capo. E Levy si rese conto che aveva maledettamente ragione. Ma non poteva farci nulla se Lucy era sempre dalla parte della ragione in qualunque discussione si accendesse in centrale. Forse lo sbaglio era stato commesso nel momento esatto in cui l'aveva raccomandata all'intelligence, ma era risaputo che presto o tardi Lucy sarebbe stata chiamata nel suo dipartimento.
<< E' risaputo che Lucy sia più intelligente di tutti loro messi assieme >> sbuffò risentita. Eppure si rese conto che un altro membro senza dubbio intelligente, era proprio Minerva. La donna era la psicologa del dipartimento e sì, era vero che prestava consulenze ai criminali quando venivano sbattuti in cella, oppure veniva chiamata per creare un profilo psicologico di un malavitoso; ma era anche vero che, se richiesto, Minerva poteva dare consulenza anche ai suoi colleghi. Non era quasi mai successo che qualcuno dell'intelligence la chiamasse, ma Levy aveva il sospetto che qualcuno stesse proponendo che Lucy fosse sottoposta a sedute non appena avesse fatto ritorno dalla missione.
<< Lo so che Lucy è intelligente. E' stato il primo motivo per cui l'abbiamo proposta per questa missione, ma Levy devi capire che non tutti vedono la stessa cosa, anche se è lampante. L'invidia può accecare. >>
Levy sapeva che Makarov aveva ragione. Lei stessa aveva sperimentato una cosa simile durante gli anni del liceo, quando era ancora acerba per capire quasi tutte le informazioni che le venivano passate. Ovviamente, non tutti erano come lei in quegli anni. Come tutte le esperienze, c'era chi le maturava prima e chi un po' dopo. Non c'era giusto o sbagliato per quel genere di cose.
<< Ma ora abbiamo ottenuto qualcosa di molto peggio >> disse Levy, questa volta acquistando più lucidità di quanta ne avesse prima. Era un momento disperato per chiunque. << Adesso credono che Lucy sia un poliziotto corrotto. >>
Makarov sospirò, anche lui ben conscio che quello era un problema non da poco. Essere definito "corrotto" era uno smacco sul curriculum di qualsiasi poliziotto, voleva dire che non era più degno di fiducia, né di servire il paese. Ma Levy era convinta che quest'affermazione non si addicesse per niente a Lucy. Anzi, la bionda stava cercando di salvare il paese da una gang molto pericolosa che nessuno era riuscito ad incastrare per anni. << Questo è un problema, ma dev'essere Lucy a risolverlo. >>
<< Cosa? >> chiese Levy incredula. Lucy non aveva idea di quello che stava accadendo in centrale, come poteva scagionarsi? Era impensabile.
Makarov si accomodò meglio sulla sedia d'ufficio. << Se Lucy ritorna con le prove che ciò che dice è veritiero, allora non solo potremo sgominare Fairy Tail in modo ben più semplice, ma lei riguadagnerebbe la fiducia persa, facendo cadere ogni accusa. >>
Levy ci pensò su. Quello che stava dicendo il capo aveva senso, ma se Lucy non fosse riuscita ad affermare ciò che aveva detto, si sarebbe trovata in una situazione ben peggiore. Levy le aveva insegnato qualcosa prima che l'altra venisse rapita dal suo appartamento, ed era vero che Lucy aveva collaborato dall'ufficio a missioni sotto copertura in precendenza. Sapeva come funzionavano, non c'era modo di sostenere che non fosse a conoscenza delle procedure. Quando veniva fatta un'affermazione così pesante su un caso, dovevi essere estremamente sicuro di ciò che stavi dicendo. Era sempre così, e sempre lo sarebbe stato. Lucy doveva essere molto sicura per aver detto a Loki che Fairy Tail era innocente.
A un tratto si sentì bussare alla porta. Appena Makarov diede il suo consenso per entrare, il capo azzurro di Lluvia Loxar fece capolino all'entrata. La ragazza si fece spazio nell'ufficio del capo, inchinandosi rispettosamente verso i suoi superiori. Lluvia era l'addetta alle classificazioni dei fascicoli. Ogni tanto, quando la polizia era a corto di agenti e aveva bisogno di un detective specializzato in risolvere casi di omicidio avvenuti via mare, Lluvia veniva chiamata per risolvere il caso. Nell'intelligence non aveva un ruolo molto rilevante, ma Lluvia si era dimostrata molto più contenta nell'occuparsi di scartoffie piuttosto che operare sul campo.
<< Lluvia >> pronunciò Levy. Era sorpresa di vederla lì. << Hai bisogno di qualcosa? >>
<< Lluvia voleva dire che crede alle parole di Lucy >> pronunciò l'altra. Aveva da sempre la mania di parlare in terza persona, ma non per questo era meno ascoltata. Lluvia era comunque un ottimo agente.
<< Cosa ti porta a dirlo? >> le chiese Makarov. Aveva un leggero sorriso ad incurvargli il viso, mandandogli i baffi un po' all'insu.
<< Lluvia ha sempre visto che Lucy svolge il suo lavoro con cura, non lasciandosi sfuggire nulla. Perciò, Lluvia crede che anche questa volta sia andata così >> ammise la ragazza.
Levy sorrise. Se tutti avessero pensato come aveva fatto Lluvia, a quest'ora non ci sarebbe tutto quel casino a divagare per la centrale. A quel punto, Levy sperava di potersi rimettere in contatto con Loki e dirgli di riferire a Lucy ciò che stava accadendo in centrale. Ma sarebbe stata una buona idea? Solo qualche giorno prima lei e Loki avevano avuto una discussione piuttosto accesa che l'aveva portata a riflettere sulle sue recenti decisioni. Ma non era solo quello. Se Lucy l'avesse saputo, la situazione l'avrebbe messa sotto pressione, non consentendole più di ragionare con lucidità. No, Lucy non doveva sapere dei suoi problemi in centrale, sarebbe stata solo fonte di distrazione in un momento delicato.
<< Grazie del tuo sostegno, Lluvia >> le disse con sincerità. In qualche modo, avere qualcun altro che insieme a lei non dubitasse della credibilità di Lucy, le metteva addosso un po' di sollievo.
<< Credete che Lucy stia bene? >> chiese l'azzurra, ancora ferma vicino la porta dell'ufficio. Aveva uno sguardo incerto, quasi preoccupato. Levy sorrise nuovamente. Lluvia era un'amica fidata che l'aveva sempre rassicurata in momenti in cui non si sentiva di poter disturbare Lucy. Certo, anche Wendy era sua amica, ma anche l'altra aveva i suoi impegni, dovendo scappare in ospedale non appena veniva chiamata per qualche emergenza. Non che Lluvia facesse di meno rispetto le altre, ma era la più disponibile a sotterrare i propri problemi personali in favore di quelli degli altri. Lucy e Wendy erano il tipo di persone che li sotterravano così tanto da finire per dimenticarli, rischiando di finire nei guai subito dopo.
<< Ne sono certa >> le affermò Levy. Con la coda dell'occhio, vide che Makarov le stava sorridendo. Ed era vero, lo credeva. Se c'era una cosa su cui Loki non avrebbe mai mentito, era lo stato di salute di Lucy. Su questo punto, si fidava del ragazzo.
Eppure non gli avrebbe lasciato fare tutto da solo. Era certa che il ragazzo fosse da qualche parte a cercare di aiutare Lucy, ma anche lei non voleva essere da meno nell'aiutare la sua amica. Anche lei ci avrebbe messo del suo, ma prima fra tutti, avrebbe dovuto scagionarla dalle accuse di corruzione, e non sarebbe stata una passeggiata. Sorridendo tra sé e sé, si alzò dalla sedia, ormai pronta a fare la sua parte.
**
<< Che diamine ti è preso oggi? >> Lucy era in camera di Natsu. Era passato del tempo da quando era stata lì, ma doveva ammettere che Happy gli era mancato. Il piccolo gattino blu non si vedeva molto spesso in giro, motivo per cui Lucy credeva che semplicemente se ne stesse rintanato in camera di Natsu tutto il tempo.
<< E tu che ci fai in camera mia? >> le domandò di rimando Natsu, sollevando un sopracciglio. Era appena rientrato dalla sua corsetta pomeridiana e appena raggiunta camera sua, aveva trovato Lucy seduta per terra a giocare con Happy. Di certo non era qualcosa che si vedeva tutti i giorni.
<< Rispondi alla mia domanda >> grugnì lei guardinga. Stava accarezzando la testolina di Happy, che in quel momento era accoccolato tra le sue gambe e faceva le fusa. Lucy non aveva gradito molto la battuta di Natsu quella mattina a colazione. L'aveva fatta sentire in profondo imbarazzo. Certo, non aveva detto nulla di volgare, ma un'affermazione del genere non aveva accennato a uscire dalla sua testa, creandole fantasie romantiche a cui non aveva pensato neanche durante la tempesta ormonale qual era l'adolescenza.
<< In quale parte della giornata? Sai, è pomeriggio >> rispose lui con evidente sarcasmo.
<< Sai benissimo di che parlo. Stamattina a colazione. >>
Natsu sospirò, andandosi a sedere accanto a lei sul pavimento. Fece per porgere una mano a Happy, invitandolo ad accoccolarsi su di lui, ma il gattino non lo notò nemmeno, troppo impegnato a far le fusa a Lucy. Natsu gli lanciò un'occhiata malevola, quasi ad indicare l'evidente tradimento. << Ho solo risposto al commento di Laxus >> affermò lui.
Lucy lo osservò guardinga, non riuscendo a decifrare il comportamento del ragazzo. Anche se, doveva ammetterlo, in quei giorni non riusciva a capire nemmeno il suo. Sentiva sempre un intenso calore ogni qual volta Natsu le si avvicinava troppo, e una scarica di brividi si faceva largo sul suo corpo non appena lui la sfiorava. Lucy avrebbe tanto voluto che certe emozioni la smettessero di perseguitarla.
D'un tratto, Natsu si sporse in avanti. Lucy arretrò per istinto, ma ciò le fece perdere l'equilibrio, rischiando di mandare all'aria anche Happy che miagolò frustrato. Il gattino corse via, andandosi a rifugiare sotto la scrivania, mentre Lucy si sentì tirare in avanti da una presa ferrea. C'era una mano sulla sua schiena, e un'altra le stava tenendo fermamente il polso. Lucy sentì un improvviso calore investirle il viso, in qualche modo conscia di tutti i punti in cui Natsu la stava toccando. Il cuore aveva preso a batterle assiduamente nella cassa toracica, non solo per lo spavento di star per cadere, ma anche perché Natsu era così vicino che per l'ennesima volta poteva cogliere le pagliuzze verdi che decoravano gli occhi di lui. Diamine, Lucy era convinta che se non sarebbe morta per un colpo di pistola, sarebbe sicuramente morta a causa di quel ragazzo.
Avevano iniziato senza fiducia, quasi nemici, poi entrambi si erano avvicinati l'uno all'altra, condividendo momenti e sentimenti, e ora erano a un punto che Lucy non avrebbe saputo definire.
I pensieri si azzerarono quando vide che Natsu si stava avvicinando pericolosamente al suo viso. Sentì un improvviso nodo in gola, ma non fece nulla. Lui la stava guardando con curiosità, quasi a dirle che se avesse voluto, lui si sarebbe fermato subito. E Lucy sapeva che avrebbe potuto scansarsi o ritrarsi in qualsiasi momento, ma non voleva. Era come se il suo corpo si fosse fatto pesante e lei fosse incapace di muoverlo. Col cuore che le batteva in gola, chiuse gli occhi.
Sentì un leggero colpo di fiato sul viso, segno che Natsu stava sorridendo, evidentemente compiaciuto della reazione di lei. Ora i loro respiri si stavano mischiando l'uno con l'altra, respirando la stessa aria. E quando Lucy si sentì stringere un po' più forte, capì che era arrivato il momento. Le labbra di Natsu furono sulle sue in un attimo e Lucy sentì che avrebbe potuto sciogliersi lì, tra le sue braccia. Per un attimo fu così sorpresa e drenata di ogni energia, che non ebbe il coraggio di ricambiare, ma poi si ridestò, muovendo le labbra su quelle dell'altro.
Era esattamente come aveva immaginato: le labbra di Natsu erano morbide e si muovevano sulle sue con un sentimento quasi famelico. Lucy mosse di poco il braccio che non era trattenuto da quello di Natsu, andando a toccare la guancia del ragazzo davanti a lei per trattenerlo lì; ma qualcosa le disse che Natsu non aveva alcuna voglia di spostarsi.
Si separarono quando il bisogno d'aria divenne impellente. Lucy fece per riprendere fiato, ma Natsu l'aveva già attirata a sé, chiudendola in un abbraccio allegro. Lucy sentiva ancora la presenza delle labbra del ragazzo sulle proprie, ma sorrise, aggrappandosi a lui con quanta più forza potesse metterci. Il suo cuore batteva all'impazzata, ma quando il suo petto andò a scontrarsi con quello di Natsu a causa dell'abbraccio, sentì che anche quello del ragazzo era in folle quasi quanto il suo. O almeno, le era parso che fosse così.
Lucy non sapeva se avesse fatto la scelta giusta. Forse stava sbagliando a immischiarsi ancora di più con Fairy Tail, con Natsu, ma al momento non le importava. Nulla importava. Si strinse di più al ragazzo, affondando il viso nella spalla di lui e pregando che quel momento non finisse mai.
**
Era sera quando Wendy poté fare ritorno al suo appartamento. Era stata una lunga giornata in ospedale e aveva dovuto occuparsi di molti pazienti. La stagione delle piogge aumentava il rischio di incidenti stradali e Wendy veniva chiamata ogni qual volta un'ambulanza si fermava davanti l'ospedale.
Faceva particolarmente freddo quella sera, ma Wendy non aveva avuto tempo di cambiarsi in qualcosa di più pesante rispetto a ciò che aveva indossato quella mattina. Il maglione non riscaldava come avrebbe dovuto, per cui Wendy si affrettò lungo le scale del condominio, mettendo le mani nella borsa quando si avvicinò alla porta del suo appartamento per tirare fuori le chiavi. Fece per inserire la chiave nella serratura, quando notò che la porta era aperta. C'erano segni di scassinamento e Wendy sentì l'ansia montarle nel petto.
C'erano stati dei ladri in casa sua? Timorosa di aprire la porta, la spinse leggermente con un piede, venendo a contatto con il buio pesto che regnava nell'appartamento. C'erano alcune delle sue cose per terra, ma non c'erano rumori. Era tutto silenzioso, come se non ci fosse nessuno. Ancora con l'ansia a crepitarle nel petto, si allungò verso l'interruttore, accendendo la luce. Non c'era nulla.
Forse, chiunque aveva messo sottosopra il suo appartamento, se n'era già andato. Wendy pregò che non le avessero portato via i gioielli d'oro di sua madre. Ci teneva ai ricordi della donna e non era abituata a tenerli sotto chiave. A volte li tirava fuori e semplicemente ci piangeva sopra pensando ai tempi passati.
Mise piede nell'appartamento e sbuffò. Era già molto stanca, come avrebbe potuto ripulire tutto quel casino? Avrebbe dovuto chiamare la polizia e denunciare il furto con scasso. Forse Levy avrebbe potuto aiutarla a mandare avanti la procedura, ma non ci contava troppo: l'intelligence non si occupava di furti.
Posò la borsa sul tavolino posto vicino l'entrata, tirando fuori il cellulare. Fece per comporre il numero delle emergenze, quando vide un'ombra proiettata sul muro che aveva iniziato a muoversi. Ma non poteva essere, le cose non si spostavano da sole. Con un nuovo impeto di paura a sconquassarle il petto, Wendy fece per voltarsi, ma non ne ebbe il tempo.
La mano col fazzoletto si posò veloce sul viso e lei non ebbe il tempo di fare nulla. Sentiva già gli occhi chiudersi. Non aveva un addestramento, non sapeva come resistere al cloroformio e dall'odore pungente, era sicuramente ciò che si trovava su quel fazzoletto. Cercando disperatamente di schiacciare il pulsante della chiamata, perse tutte le forze che aveva in corpo. Ben presto, Wendy si ritrovò nel buio totale, esattamente lo stesso che aveva trovato nel suo rientro in casa.
*Angolino angoloso*
Salve genteh! Sono tornataaaaa!
In questo capitolo sono successe un bel po' di cose, ma vorrei ricordarvi ciò che ho specificato nel capitolo precedente per chi non lo sapesse o avesse saltato quella parte: l'intelligence è un ramo del governo che si occupa di preservare i segreti e lo stato di salute del proprio Stato. Il motivo per cui hanno così tanti agenti da mandare sotto copertura, è perché sono specializzati nell'avere agenti segreti. (film d'azione, fatevi da parte)
Allora, Levy sta decidendo di prendere sempre più in mano la situazione. Purtroppo, pur non dubitando di Lucy, sta dubitando delle scelte da lei fatte e ciò, come probabilmente avrete capito, porterà problemi.
Finalmente la NaLu ha avuto il loro momento! Tra i due c'è stato un bacio e Lucy è sempre più coinvolta, infatti sta iniziando a temere per quando sarà costretta a tradirli, rivelando che è un poliziotto! Ora, mi scuso se la scena del bacio è scritta un po' a gnipi, ma abbiate pazienza. Questa povera autrice non ha mai avuto l'esperienza del primo bacio (posso solo immaginare la sensazione di come sarà, sigh). Eppure ho sperimentato l'essere innamorata, quindi sto trascrivendo le sensazioni che ho provato, in Lucy. Sono confusionaria anche io u.u
INFINE abbiamo la scena di Wendy e altri guai all'orizzonte. Ormai la storia è entrata nel vortice dei casini e delle scene cruente che stanno per arrivare, quindi ci terrei nuovamente ad avvisarvi di fare attenzione quando leggete!
Detto questo, vi saluto!
Un bacio,
Gaia*
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