Chào các bạn! Truyen4U chính thức đã quay trở lại rồi đây!^^. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền Truyen4U.Com này nhé! Mãi yêu... ♥

Chapter 26.


|Warning!violence|




Entrare nella sala riunioni non fu una passeggiata, almeno non per Natsu. Il ragazzo continuava a rivedere davanti agli occhi le immagini di quegli uomini far del male a Lucy; sentiva le mani prudere e la voglia irrefrenabile di sfasciare qualcosa. Natsu sapeva che doveva controllarsi, che doveva cercare di rimanere calmo, ma sapeva anche che non appena avrebbe messo le mani su quegli uomini, per loro sarebbe stata la fine.

Natsu si sedette al suo solito posto, osservando con nostalgia la sedia che era stata di Lucy. La rabbia gli ribolliva dentro come un fiume in piena. Quel posto non sarebbe dovuto essere vuoto, Lucy avrebbe dovuto essere lì con lui, con tutti loro. Non riuscì più a trattenersi. Si alzò di scatto e rovesciò la sedia con così tanta violenza, che tutti i presenti nella stanza si voltarono verso di lui. Natsu aveva il fiatone, segno che stava ancora trattenendosi, ma gettare quella sedia gli aveva dato quel sollievo che seguiva ogni volta che distruggeva qualcosa, quella pace interiore così particolare che voleva riprovare ogni volta che gli scattava una vena di nervosismo.

<< Natsu, calmati >> gli disse Erza, cercando di essere il più tranquilla possibile. Natsu sapeva che era agitata, lo si capiva dal leggero tremolio nelle mani dell'altra, ma lui non poteva fare a meno che arrabbiarsi di più.

<< Calmarmi non la porterà indietro, invece se distruggo tutto sì. >>

<< Sei rincoglionito? Che cazzo speri di ottenere? Ti farai soltanto ammazzare >> gli urlò in faccia Gray. Mai come prima di quel momento, Natsu avrebbe voluto rifilare un pugno sul viso dell'altro. Cercò di trattenersi conficcandosi le unghie nelle carni, creando mezzelune sanguinanti. Per quanto fosse incazzato, prendersela con Gray non avrebbe portato a nulla. << Per quanto ne sappiamo, potrebbero essere stati quelli di Tartaros. >>

<< Natsu, siediti >> pronunciò Erza autoritaria. Natsu sbuffò, cercando di mordersi la lingua dal dire qualcosa di cui si sarebbe pentito. Sapeva che erano tutti sull'orlo di una crisi di nervi, ma lui si sentiva il più infuriato di tutti.

<< Ci hanno chiesto trecento milioni >> borbottò Gajeel. << Per quanto io voglia aiutare la cheerleader, non abbiamo tutti quei soldi. >>

Natsu sentì un nuovo moto di rabbia crescergli dentro. Si era appena seduto, ma aveva già voglia di rialzarsi e spaccare qualcosa. Si sarebbe lamentato qualcuno se avesse fatto a pezzi il tavolo? Probabile, ma non voleva rischiare che lo cacciassero o lo tenessero a bada per calmarlo.

<< Quindi cosa proponi di fare? Lasciare che la uccidano? >> gli sputò contro, ogni sillaba caricata con puro veleno. Natsu sapeva di star agendo inconsapevolmente, lo sentiva. Eppure voleva solo riavere Lucy e sapere che stava bene. Purtroppo, sapeva che non era così. Quei tizi l'avevano picchiata e Natsu moriva d'ansia al pensiero che probabilmente ora avesse delle ferite non trattate.

<< Nessuno ha mai detto che la lasceremo da sola >> gli rispose Erza. La ragazza aveva un tono gelido, quasi calcolatore. Osservando il capo negli occhi, Natsu riuscì a vedere una fiamma d'ira accompagnata da quella più flebile della preoccupazione. Natsu emise un sospiro, ormai certo che anche gli altri fossero preoccupati per Lucy. Al contrario suo, il resto della gang stava cercando di mantenere un certo autocontrollo. << Credo che sia il momento di fare qualcosa che non abbiamo mai fatto. >>

<< Se intendi effettuare una rapina, allora ti ho letto nel pensiero. >> Laxus era seduto come sempre accanto a Erza, il portatile davanti e le dita che volavano sulla tastiera, battendo i tasti con un certo fervore.

<< Ed è qui che il vostro ladro preferito entrerà in scena >> commentò Gray sarcastico. Natsu buttò gli occhi al cielo. Era proprio il momento peggiore per vantarsi, ma l'aver sdrammatizzato aveva portato una certa freschezza nella stanza. L'aria chiusa e pesante stava mettendo alla prova la sanità mentale di tutti, soprattutto il posto vuoto attorno al tavolo che sarebbe dovuto essere di Lucy.

Gajeel si alzò, andando a prendere una cartina della città che avevano preso e conservato da anni. La srotolò e la stese sul tavolo, perfettamente al centro. Quella cartina era un po' speciale: non solo segnava i territori della gang, le centrali di polizia e delle altre forze dell'ordine, ma teneva conto della posizione delle banche e le reti fognarie: decisamente una mappa perfetta per un criminale. Fairy Tail ne era entrata in possesso anni prima, quando Gray si era introdotto nella casa di un ricco banchiere sposato con un agente di polizia. La mappa era nella cassaforte che Gray aveva scassinato in dieci minuti, i sistemi di sicurezza a lungo disattivati da Laxus. Era stata una delle poche rapine effettuate da Fairy Tail, appena all'inizio, quando la gang era misconosciuta nel giro. Nessuno era mai arrivato ad attribuire a loro quel colpo.

Erza si avvicinò a Laxus con sguardo incuriosito, osservando come il ragazzo lavorasse al computer. Dopo pochi attimi, il capo si aprì in un sorriso. << Ci sarà uno spostamento di denaro tra una banca e l'altra domani sera. Dobbiamo approfittarne. >>

<< Domani? >> Natsu sentì improvvisamente un peso sul cuore. Aspettare non era il suo forte e non aveva pazienza, non era certo di poter resistere. << Ma non abbiamo tempo per- >>

<< Ce l'abbiamo >> lo interruppe Erza, la voce incredibilmente ferma. << Hai visto anche tu il video. L'incontro è tra due giorni, quindi abbiamo il tempo per prendere il denaro e sperare che sia sufficiente. >>

<< E se non lo è, riempiamo il fondo della borsa di banconote false >> annunciò Gajeel con un certo entusiasmo. Era da tanto che non facevano quel genere di cose e si sentivano tutti elettrizzati, Natsu riusciva a percepirlo. Eppure lui non riusciva a farsi trasportare dal clima.

Non trovava quella situazione una scusa per migliorare le sue doti da criminali. C'era qualcosa che non lo faceva rimanere tranquillo, sempre in stato di costante ansia. Forse era ciò che aveva visto sullo schermo di quel computer, o la consapevolezza che avessero rapito Lucy da sotto i suoi occhi. Non che lui fosse stato presente, ma si sentiva come se gli stesse sfuggendo qualcosa. Non era da lui fare ragionamenti del genere: di solito ci pensavano Erza o Lucy, a volte anche Laxus. Ma proprio perché quello era il compito di Lucy, anche lui voleva provare a farlo. Forse non era bravo quanto lei, ma voleva provarci.

Puntò con decisione lo sguardo sulla mappa della città, indirizzando poi un'occhiata al pc di Laxus. Erza sembrò intuire il suo intento e gli fece un sorriso di consapevolezza. Natsu le sorrise di rimando: avrebbe fatto di tutto pur di riportare indietro Lucy.

**

La notte dopo, i membri di Fairy Tail si ritrovarono a dover mettere in pratica il piano da loro designato. Non era stato facile dover progettare, ma per rimanere sul sicuro, avevano stabilito che avrebbero preso in affitto due auto. Beh, forse non esattamente. Non erano due veicoli qualunque: Erza aveva avuto un incontro con il capo di Sabertooth, Sting, e aveva chiesto loro di poter prendere due delle loro auto.

Fairy Tail non aveva mai avuto contatti con quella gang prima d'ora, ma avevano utilizzato il nome di Loki per riuscire ad avere un incontro. Il ragazzo in questione non si era ancora fatto vedere dopo essere stato cacciato dalla base. A Natsu non dispiaceva affatto, non considerando ciò che stavano passando in quel momento. Non aveva voglia di litigare con quell'idiota.

Era già dura cercare di non pensare a Lucy a tutte le ore del giorno, se ci fosse stato anche Loki in mezzo, Natsu avrebbe sicuramente perso la calma apparente che aveva mostrato fino a quel momento. Durante il giorno aveva cercato di concentrarsi sul piano il più possibile, ma ogni tanto riprendeva il computer, osservando con attenzione il video di Lucy. Voleva imprimersi nella mente ogni graffio, ogni pugno e ogni escoriazione sul corpo di Lucy per far sì di restituirlo successivamente e con gli interessi. Se fosse riuscito a mettere le mani su chiunque le avesse fatto del male, non ci sarebbe stato scampo per nessuno.

In quel momento si trovava sul retro del SUV di Sabertooth. Era schiacciato contro il sedile: una pistola in una mano, e un passamontagna nell'altra. Gray era accanto a lui, mentre Gajeel era al volante. Erza era già sul luogo in cui avrebbero intercettato il furgone con i soldi, mentre Laxus stava guidando l'altro SUV. Gajeel e Laxus avrebbero bloccato la strada al furgone, mentre lui e Gray sarebbero saltati giù al primo momento per prendere i soldi.

Una ristrutturazione in una banca famosa era cosa assai rara, ma quando accadeva, i proprietari sentivano il bisogno di mettere i loro soldi al sicuro in quanto i sistemi di sicurezza potevano far cilecca. E così c'erano dei camion che trasferivano i soldi in banche ospitanti sotto copertura, cercando il più possibile di rimanere fuori dal radar di malviventi. Ma non avevano via di fuga, se venivano intercettati da un hacker: sarebbero stati scoperti all'istante, loro e il percorso designato. La via presa non mai la strada corretta: c'erano sempre delle variazioni. Era per evitare che delle gang o rapinatori capissero dove stavano per trasferire il denaro. Una mossa furba, ma non più di tanto.

Natsu stava stringendo il passamontagna con nervosismo, osservando distrattamente qualunque cosa ci fosse davanti a sé. Per tutto il giorno non aveva fatto altro che pensare a Lucy. Aveva un terrore dentro che lo stava consumando: aveva paura di perderla, esattamente come aveva perso Lisanna anni prima. Strinse più forte la stoffa del passamontagna, il tessuto che si stendeva sotto le sue dita.

Gray gli lanciò un'occhiata. << Cerca di calmarti >> gli disse. Fu quasi un sospiro, ma Natsu lo udì comunque. Prese un respiro profondo, cercando di non pensare alla tragedia. Doveva avere fiducia, essere sicuro che Lucy sarebbe stata nelle sue braccia tra meno di ventiquattro ore.

<< State per raggiungere il punto stabilito. Gajeel, inchioda. >> La voce di Erza risultò meccanica, ma terribilmente autoritaria. Natsu si tenne forte e con la coda dell'occhio, notò che Gray stava facendo lo stesso.

Il ragazzo affondò le unghie nel sedile e Gajeel inchiodò. Natsu si sentì il corpo spinto in avanti, così affondò maggiormente le dita nel tessuto semi-morbido del sedile. Si infilò i guanti e il passamontagna al volo, scendendo dal SUV con un salto agile. L'aria fresca della sera gli sbatté in faccia con violenza, passando con facilità attraverso lo spesso strato della copertura. All'improvviso sentì il proprio corpo venir invaso dall'adrenalina, il viso che si apriva in un sorriso di eccitamento: era come sentirsi liberi. Era questo, più di qualsiasi altra cosa, ciò che amava dello stare con i ragazzi di Fairy Tail. La libertà nel compiere le azioni che si volevano senza correre rischi, perché sapevi, anche in fondo al cuore, che ci sarebbe stato sempre qualcuno a coprirti le spalle.

Gray stava già trattenendo un agente che era sceso a controllare cosa stesse succedendo. La macchina di Laxus aveva i fari accesi, bloccando la strada davanti del furgone, mentre Gajeel bloccava loro da dietro. Era una strada a senso unico, quasi isolata nella moltitudine di palazzi attorno, il che stabiliva nessuna via d'uscita. Erza era appostata sul tetto di un magazzino con un walkie-talkie in mano, conducendo l'operazione da lì. Osservava come un'aquila ogni movimento, assicurandosi che andasse tutto come previsto.

Natsu vide Gray lanciargli qualcosa di luminoso, mentre l'agente cadeva nelle braccia del compagno, un tranquillante infilato nel collo per mezzo di una siringa. Appena Natsu prese l'oggetto al volo, vide che erano delle chiavi. Corse verso il furgone, aspettando che Gray si occupasse dell'altro agente che stava già scendendo con un borbottio di proteste. Natsu mise la mano nella fondina della pistola, aprendo poi di scatto i portelli. Non c'era nessuno nascosto nel furgone, così prese velocemente due sacchi. Gray lo raggiunse in un attimo, caricandosene addosso altri due.

<< Veloci, andiamocene >> li avvisò velocemente Erza. Mentre Natsu si avvicinava al SUV, con la coda dell'occhio vide il capo scendere le scale di fretta, saltando velocemente nella macchina guidata da Laxus. Natsu fece lo stesso.

In lontananza si udirono delle sirene. La polizia era sempre allertata quando c'era un passaggio tra una banca e l'altra, e una pattuglia veniva sempre mandata a seguire la situazione da vicino. Loro avevano avuto meno di due minuti per prendere tutto.

Gajeel schiacciò sull'acceleratore e la macchina partì spedita, lasciando le sirene della polizia sempre più lontane a risuonare nella notte.

**

Erza era nella sala riunioni, la macchina per il conteggio dei soldi era accesa e stava passando a rassegna ogni gruzzolo. Sospirò esausta, stiracchiandosi la schiena per un attimo, fermandosi. Ripensò al giorno prima, quando aveva visto Lucy sul divano e l'aveva mandata fuori. Si sentiva terribilmente in colpa. Se quegli uomini avevano avuto un'opportunità per rapire Lucy, era perché Erza gliel'aveva servita su un piatto d'argento. Non era stato intenzionale e anzi, se l'avesse saputo, non avrebbe mai mandato la bionda a gettare la spazzatura.

E forse sì che poteva prevederlo. I membri di Tartaros avevano fatto intendere più volte che ce l'avessero con Lucy. Lei era stata una stupida a ignorare gli avvertimenti della gang nemica. Avrebbe dovuto proteggere Lucy con tutto ciò che aveva.

Mise giù l'ennesima mazzetta, prendendone un'altra per iniziare il conteggio. I sacchi che avevano preso si erano rivelati pieni di soldi, più di quanti avevano previsto. Avrebbero dato i trecento milioni ai rapitori di Lucy e tenuto il resto. Ci avevano pensato a lungo e tutti insieme, ma con quei soldi avrebbero potuto lasciare il paese. Erza aveva ripensato al suo piano iniziale sin da quando ne aveva parlato con Lucy qualche giorno prima. In qualche modo, la ragazza aveva sbloccato in lei dei ricordi che aveva sepolto anni prima.

Fairy Tail era nata come organizzazione per proteggere i giovani dalle strade, ma si era rivelata non tanto diversa dalle altre gang. Erza non aveva mai voluto una cosa del genere, non era ciò che aveva pensato. Ripensandoci, non si stupiva più di tanto se Gerard aveva scelto di intraprendere un'altra strada. Eppure con i soldi che avevano rubato, forse avrebbe potuto aprire un'organizzazione specializzata in quel tipo di cose. Ma non poteva usarli a quel modo e irresponsabilmente. Quei soldi erano probabilmente schedati, una mossa falsa e li avrebbero presi, questa volta con una nuova accusa.

Erza sospirò per l'ennesima volta. La stanza era buia, ma la luce di una piccola lampadina le aveva concesso di poter vedere qualcosa. In quel momento, sollevando lo sguardo, vide una figura sullo stipite della porta. Quando questa entrò meglio nel suo campo visivo, vide che era Natsu. Il ragazzo sembrava stravolto, ma aveva sul volto un piccolo sorriso.

Erza sapeva quanto Natsu si stesse struggendo da quando Lucy era sparita. Era lui che tra loro ne aveva risentito di più, ed Erza non poteva dargli torto, non quando c'era una relazione in corso. Lei stessa si sarebbe sentita distrutta se fosse successo qualcosa a Gerard. Era esattamente per quel terrore che ogni tanto tendeva a spiarlo. Sapeva che la vita da poliziotto poteva essere pericolosa, quasi più di quella di una gang di malviventi.

<< Lo so che ti stai dando la colpa >> le disse il ragazzo. Si era inginocchiato davanti a lei, mettendole una mano sulla spalla con fare fraterno. Perché era questo che erano lei e Natsu, come fratelli. << Ma non è stata colpa tua, Erza. Non potevi sapere cosa sarebbe successo. >>

<< Anche tu ti stai dando la colpa >> gli disse. Non voleva risultare brusca, ma se c'era una possibilità che anche Natsu tornasse in sé, allora voleva sfruttare ogni occasione.

<< Ma la mia è una colpa diversa >> affermò lui. << Ho sempre pensato che ci fosse un legame speciale quando due persone si innamorano, del tipo che si è in grado di sentire se l'altro sta male oppure no. >>

<< Questo genere di cose non esistono, Natsu >> gli disse con dolcezza, quasi come avrebbe fatto una madre. Perché era ciò che aveva cercato di essere per quei ragazzi sin dal primo giorno: una madre, oppure una sorella maggiore su cui contare per ogni cosa. << Ma sei stato il primo a rendersi conto che c'era qualcosa di strano. >>

<< Troppo tardi però >> sospirò lui a mezza voce. << E' anche questo il motivo per cui non ti do la colpa. Non potevi saperlo, non avremmo potuto immaginarlo, nessuno di noi. Eravamo convinti di essere al sicuro e poi erano letteralmente dieci passi da casa nostra al punto di raccolta. >>

Erza gli sorrise. La macchinetta aveva finito di contare i soldi e stava facendo rumore, ma la ignorarono. Non era importante al momento, non quando avevano già la somma stabilita. Quelli erano solo soldi in più. Erza stese le braccia, invitando Natsu a sedersi accanto a lei. Il ragazzo la accontentò all'istante e lei lo abbracciò, facendo affondare la testa dell'altro sulle sue scapole. << La riprenderemo, Natsu. La riporteremo a casa, te lo prometto. >>

Natsu non ricambiò subito la stretta, ma quando lo fece, Erza sentì le mani di lui posarsi sulla sua schiena e stringere. Lei glielo lasciò fare, certa che il ragazzo avesse bisogno di quanto più conforto possibile. Natsu non era un ragazzo che lasciava agli altri il beneficio di vedere cosa provasse veramente, almeno non quando stava soffrendo. Ma in qualche modo, la scomparsa di Lucy aveva innescato qualcosa. Era come se fosse più vulnerabile, ma al tempo stesso più forte e determinato.

Erza non aveva dubbi che Natsu avrebbe combinato un casino il giorno dopo, ma glielo avrebbe lasciato fare. Se per riprendersi Lucy avrebbe dovuto far scatenare tutta la rabbia che c'era in Natsu, allora avrebbe dato il suo permesso. A volte la famiglia era semplicemente molto più importante della legge.

**

Lucy era ancora stesa sul pavimento freddo e umido della cella che le avevano assegnato. Sembrava non esserci nessuno nei dintorni, nemmeno qualche detenuto. Lucy non aveva idea di che tipo di prigioni fossero. Dalla sua esperienza in centrale, non aveva mai dovuto scendere in luoghi così tetri. Certo, a volte le avevano concesso di condurre qualche interrogatorio, ma le celle non erano a quel modo.

Lucy si trascinò meglio, cercando di appoggiarsi al muro che aveva davanti. In alcuni punti c'era della muffa che le faceva credere che avrebbe potuto sviluppare l'asma da un momento all'altro, ma non le importava. Voleva solo trovare rimedio per quel calore che sembrava starla bruciando da dentro. Appoggiò la fronte al muro, cercando di ignorare il dolore sordo presente nella sua cassa toracica. Quando Lluvia era tornata quella mattina, aveva Wendy al telefono. Le due stavano facendo una videochiamata e Lluvia aveva mostrato all'altra ragazza in quale stato stesse versando il corpo di Lucy.

Wendy non poteva scendere nelle prigioni nemmeno se si fosse presentata in centrale per un interrogatorio. E poi Lucy sapeva che Levy non lo avrebbe permesso. A proposito della turchina, Lucy non era ancora riuscita a vederla. Lluvia le aveva raccontato di aver parlato con Levy, che il capo aveva affermato di non preoccuparsi e che sarebbe tutto passato in fretta. Era un piano di Makarov, quello.

Il capo della centrale aveva dei sospetti su Bisca e Minerva, motivo per cui aveva affidato loro il caso. Levy non ne era a conoscenza al momento della decisione, ma ora aveva stabilito che sarebbe rimasta al gioco. E poi non aveva altra scelta, non quando Lucy si era offerta di fare da esca. Lucy doveva solo subire o prendere informazioni ogni qual volta che Bisca o Minerva scendevano a farle visita. Non erano visite di piacere, per lo più erano lì per accertarsi che Lluvia non la stesse curando. Ogni tanto l'archivista le passava degli antidolorifici di nascosto, ma non potevano guarire una costola rotta. Perchè questo era ciò che era risultato da un'attenta analisi da parte di Wendy.

Il medico aveva stabilito che ci fossero lesioni un po' ovunque. Era risultata disperata di non poter andare lì, di non poterla visitare. Lucy aveva quasi paura al pensiero che Wendy avrebbe potuto visitarla un giorno. Temeva che il medico avrebbe trovato molte più ferite di quanto apparissero da un'occhiata esterna. Le sue non erano ansie infondate, Lucy sentiva che c'era qualcosa di strano col suo corpo, qualcosa che andava aldilà della costola rotta .

Lucy sentì dei passi farsi vicini. Erano veloci e il ticchettìo dei tacchi che sbatteva sui pavimenti, faceva intendere che chiunque fosse, avesse molta fretta. Lucy si tirò un po' su, usando il muro come leva. Forse Lluvia, tornata nuovamente per darle un altro antidolorifico. Ne sentiva un estremo bisogno, il dolore alla costola la stava uccidendo.

Lucy alzò gli occhi speranzosa, ma ogni pensiero positivo si dissipò non appena vide Minerva guardarla dall'altro lato della cella. La donna trafficò con le chiavi, spalancando poi le porte che produssero uno stridìo acuto. Lucy strizzò gli occhi di rimando, infastidita dal suono. << Malconcia come sempre a quanto vedo. Lluvia sta facendo un ottimo lavoro nel darmi retta. Non me lo sarei mai aspettato. >>

<< Sei tu che hai il comando del caso. Cosa ti aspettavi che facesse, metterti contro dipartimenti esterni al nostro? >> Le sputò contro la bionda.

Lo sguardo di Minerva mutò. Se prima sembrava rilassata, contenta quasi, ora il suo umore sembrava arrabbiato, calcolatore. Le rifilò un calcio e Lucy riuscì a curvarsi su un fianco giusto in tempo per evitare che l'altra le toccasse la costola già rotta. << Non usare il sarcasmo con me, sgualdrina. >> La voce di Minerva era carica d'odio, qualcosa che Lucy non le aveva mai sentito usare.

<< Fantastico insomma. Da traditrice a sgualdrina è un attimo >> commentò nuovamente Lucy. In qualche modo, non riusciva a fermarsi. Pensò a cosa avrebbe fatto Natsu se si fosse trovato in quella situazione, a come avrebbe reagito. Lucy sapeva che era quello il modo più astuto di combattere che il suo ragazzo era in grado di mettere in pratica. Non che non fosse abile, ma quando era disarmato, Natsu tendeva a usare il sarcasmo per ottenere le informazioni che voleva. Lucy lo aveva imparato nelle varie esercitazioni di gruppo che aveva fatto con Fairy Tail: il modo migliore per ottenere informazioni, era far perdere la pazienza al nemico.

<< Pensi che non sappia della tua relazione con un membro di Fairy Tail? Non credevo che saresti caduta così in basso. >> Lucy gelò sul posto. Non c'era modo, per Minerva, di venire a conoscenza di una cosa del genere. << Le informazioni passate in centrale le hai ottenute facendo la puttana? >> Lucy sentì un nuovo colpo, questa volta sul viso. Sentì il sangue formarsi in bocca e lo sputò direttamente sulle scarpe firmate e lucide di Minerva.

<< Curioso che tu lo sappia. Non credo di aver mai passato in centrale una cosa del genere. >> Lucy osservò il volto di Minerva cambiare. La donna sembrò gelare sul posto, quasi rendendosi conto dello sbaglio fatto. Subito dopo, la sua espressione prese la forma di un sguardo carico d'odio, questa volta molto più terrificante della precedente.

<< Incredibile che tu abbia ancora la forza di parlare. Forse non hai ancora imparato la lezione. >> Un nuovo calcio la colpì, questa volta nel petto. Ma a Lucy non importava, il suo piano aveva funzionato. Lluvia le aveva lasciato una cassetta con registratore il giorno prima: un regalo da parte di Makarov. C'era un motivo se Lucy stava sempre rintanata nello stesso angolo della cella senza mai muoversi, anche quando subiva attacchi del genere: stava nascondendo il registratore dietro la schiena. << Fairy Tail verrà distrutta da Tartaros prima che tu te ne accorga. E a questo punto non mi importa che la polizia ci arrivi per prima. Prima o poi i membri di Fairy Tail verranno trasportati alle prigioni dopo gli interrogatori in centrale, e sarà lì che Tartaros attaccherà. >>

Lucy sorrise nonostante la tortura, nonostante il dolore. Ecco qual era il piano di Tartaros, ecco l'identità della talpa. Forse avrebbe dovuto aspettarselo, ma aveva così tanti nemici in centrale, che era quasi impossibile riuscire a identificare chi. Bisca non era con Tartaros, sembrava solo provare un grande odio verso Lucy e la sua scalata all'intelligence avvenuta troppo presto. Era Minerva il problema, era lei l'agente corrotto.

Ora Lucy aveva le prove e poteva constatare che Makarov aveva avuto ragione a sospettare di lei. Lucy si prese ogni colpo senza fiatare. L'adrenalina era scemata e ora sentiva solo lo spazio per provare dolore. I suoi pensieri andarono a Fairy Tail, soprattutto a Natsu: lui l'avrebbe lasciata non appena avrebbe saputo la verità. Lucy lo sapeva, ma non poteva fare a meno di soffrirne al pensiero. Lui non l'avrebbe più guardata con affetto e amore negli occhi. Lucy prese un respiro profondo, conscia di dover scacciare quei pensieri egoisti. Natsu aveva tutte le ragioni del mondo per voler chiudere con lei. Si incurvò maggiormente su se stessa, quasi ignorando i colpi di Minerva, ma soffrendo ugualmente. E questa volta non era un dolore esterno, ma quello del suo cuore che finiva in pezzi.





*talvolta, quando le banche hanno bisogno di spostare il denaro per via di lavori di ristrutturazione (la maggior parte delle volte per nuovi sistemi di sicurezza, o l'installazione di una cassaforte più sicura), chiamano la polizia per scortare il furgone a destinazione.






*Angolinoooo

Salve ragazzi! Nuovo capitolo e più lungo del previsto! Spero non vi abbia annoiato, e anzi, vi abbia lasciato collegare i pezzi del puzzle che avevo sparso un po' in giro per i capitoli precedenti ^^

Fairy Tail si è messa in moto e ha recuperato il denaro necessario, mentre Natsu sembra alquanto disperato. Ma chi non lo sarebbe al posto suo?

Abbiamo scoperto chi è la talpa e perché Makarov ha rimosso Levy dal caso! In realtà Levy è ancora sul caso, ma per rendere il tutto più veritiero e far uscire la talpa allo scoperto, avevano bisogno che gli altri agenti credessero che il capo non aveva tanta giurisdizione. Lucy ha le prove che le servono per incastrare Minerva, ma non è ancora finita! Non lasciatevi ingannare dalle apparenze eheh XD

Piccolo spoiler: nel prossimo capitolo avremo un personaggio che entrerà in azione! Mi sentivo abbastanza generosa da darvi indizi(?)

Ci sentiamo tra qualche giorno!

Un bacio,

Gaia*

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen4U.Com