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Chapter 27.


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Lucy si sentì strappare bruscamente, quasi come se la sua anima stesse venendo risucchiata da qualcosa. Scattò a sedere, il respiro pesante che si condensava in una nuvoletta davanti la bocca, e un dolore sordo al petto. Si era mossa troppo bruscamente, sentendo qualcosa nella sua cassa toracica muoversi e spostarsi. A volte dimenticava di avere una costola rotta, qualcosa che non sarebbe guarita facilmente con uno schiocco di dita.

Si passò le dita sul petto, cercando di raggiungere il punto dolorante. Gli occhi facevano ancora fatica a mettere a fuoco. Riusciva ancora a vedere le terribili immagini provenienti dal sogno che stava facendo pochi secondi prima. Voleva distogliere lo sguardo da qualunque cosa stesse fissando, ma non ci riusciva: era come se fossero ancorati a quella sensazione di isolamento.

Lucy sentì il panico montarle dentro e il respiro farsi ancora più pesante. Fu sicuramente il terrore a impedirle di ragionare e smetterla, perché stava recando ancora più danno alla sua costola rotta. Sentì qualcosa di bagnato sulle guance, scoprendo di star piangendo. Non ricordava nemmeno di aver iniziato, ma le immagini del sogno continuavano a tormentarla.

Nel suo incubo era il giorno dello scambio, ma andava tutto terribilmente storto. Effettuato tutto, Lucy veniva spinta verso Erza, che cercava di accoglierla a braccia aperte, ma non ci sarebbe mai arrivata. Bisca le avrebbe sparato alle spalle e Lucy sarebbe morta. Ma l'incubo non era terminato a quel modo, nonostante lei avesse cercato di svegliarsi. Era iniziata una sparatoria tra i membri di Fairy Tail e la polizia, terminata con l'uccisione della gang. C'era così tanto sangue, la puzza di polvere da sparo, il suono dei colpi e della pelle che veniva lacerata.

Lucy sentì il panico montarle dentro. E se quello fosse un sogno premonitore? I membri di Fairy Tail sarebbero davvero morti a causa sua? Non riuscì a fermare la cascata di lacrime che aveva iniziato a inondarle le guance, tanto meno i pensieri negativi.

Sentì delle mani sulle spalle che cercavano di scuoterla e Lucy cercò di ritrarsi. << Lucy! Lucy, calmati >> era una voce delicata, ma al tempo stesso sembrava venata di panico. Lucy aveva gli occhi invasi dalle lacrime, ma cercò di capire chi aveva davanti. Era tutto appannato, la vista sfogata dalle lacrime, ma riuscì a vedere una chioma turchina e si gettò contro il corpo che aveva davanti, cercando conforto.

Sentì una mano passarle tra i capelli, mentre un'altra compiva movimenti circolari sulla sua schiena. Presto le immagini del sogno abbandonarono la sua mente e Lucy cercò di focalizzarsi sulla realtà.

Lluvia era inginocchiata, le mani su di lei e la voce bassa e dolce per cercare di darle conforto. Lucy si strinse meglio al corpo dell'amica, traendone calore. Sentiva i brividi scuoterle il corpo come in balia di un terremoto. Cercava di spostare i suoi pensieri su altro, cercando di allontanare il più possibile i ricordi del sogno.

Lluvia le rimase accanto tutto il tempo, cercando di calmarla al meglio delle sue forze da quell'incubo che l'aveva scossa così tanto. E forse aveva avuto un impatto così disastroso perché era terribilmente vicino alla realtà. Lo scambio era ormai a ore di distanza. Non c'erano più giorni a dividere quella realtà, ma ore dettate da un orologio ticchettante.

Quando Lucy cercò di allontanarsi dalla presa, Lluvia capì immediatamente, liberandola dalla stretta. A Lucy già mancava quel conforto, ma aveva bisogno di mettere dello spazio in mezzo a loro. Andò a ritroso con la mente, ripensando alle volte in cui Natsu l'aveva abbracciata, oppure le aveva posato un bacio sulla fronte per calmarla. Il suo corpo si rilassò maggiormente per istinto, quasi come se stesse immaginando che Natsu fosse lì, accanto a lei. << Lucy, cos'è successo? >>

Lluvia l'aveva strappata dai pensieri in cui Lucy stava lentamente scivolando. Rivolse lo sguardo verso la sua amica, cogliendo uno sguardo preoccupato. Le fece un sorriso tirato. << Era solo un incubo >> cercò di rassicurarla, ma non ci riuscì.

Lluvia le si sedette davanti, mettendo bene le ginocchia sul pavimento freddo e umido della cella. Lucy era rinchiusa là da quasi due giorni e aveva passato la maggior parte del tempo a lamentarsi del dolore o dormire. Con tutta la muffa che c'era, si era sorpresa di non aver avuto attacchi d'asma. << Che tipo di incubo? >>

Lucy rivide davanti a sé le terribili immagini del suo sogno. C'era così tanto sangue. Tempo fa aveva letto di un'antica leggenda coreana che stabiliva che più sangue c'era in un sogno, maggiore sarebbe stata la fortuna. Lucy non ci aveva creduto all'epoca, ma ora voleva aggrapparsi a quel filo che le era stato dato inconsciamente da una sua curiosità passata. << Lo scambio era stato effettuato, morivano tutti >> ammise. La voce le si spezzò e Lluvia le mise una mano sulla guancia, asciugando la lacrima che era sfuggita al controllo della bionda.

<< Lucy, Lluvia sa che Bisca e Minerva sono terribili, ma non arriverebbero mai a compiere una strage. >> La turchina cercò di rassicurarla, ma a Lucy venne in mente che non aveva ancora avuto la possibilità di dirle cosa aveva scoperto. Si spostò un attimo, ma il braccio le cedette, facendole compiere un movimento sin troppo brusco. Lluvia cercò immediatamente di rimetterla come prima, ma Lucy si scansò, facendole capire che aveva qualcosa da mostrarle. L'agente afferrò il registratore che aveva dietro la schiena, mettendolo nelle mani di Lluvia. La turchina lo guardò per un attimo, quasi incerta. << Minerva ha confessato di lavorare con Tartaros, è lei la talpa che stavamo cercando. >>

Lucy sapeva che Levy aveva messo Lluvia al corrente della situazione. Era vero che lei personalmente non aveva avuto contatti con il capo dell'intelligence, ma Lucy conosceva Levy come le sue tasche e sapeva a cosa pensava la turchina. Riusciva a indovinare persino le sue mosse. << E' tutto su questo nastro? >> le chiese l'archivista.

Lucy si ritrovò ad annuire. Lavorare in quelle condizioni era una faticaccia e onestamente si aspettava un aumento sulla busta paga. Sperò che Makarov fosse clemente e le concedesse qualche richiesta non appena fosse stata libera e in forma. Eppure non poteva aspettare che la sua costola guarisse. Nei giorni successivi, sarebbe sicuramente andata avanti a forza di antidolorifici. << E' questo il motivo del mio incubo. Credo che Minerva farà qualcosa di inaspettato. >>

Lluvia scosse la testa. << Lucy, non ci sarà solo Minerva durante lo scambio. Levy si apposterà con qualche agente lungo le uscite, e ci sarà anche la SWAT. >>

Lucy gelò sul posto: non ci sarebbe stato scampo per Fairy Tail. Quelli della SWAT erano addestrati a situazioni rischiose, comunemente usati durante le trattazioni, ma capaci di sparare senza sbavature da metri di distanza e centrare comunque il bersaglio. Se la gang avesse fatto mosse false, Lucy non avrebbe potuto garantire che a nessuno venisse piantata una pallottola da qualche parte. Chiuse gli occhi, quasi certa che le sarebbe venuto un tremendo mal di testa. << Perché Levy ha chiamato quelle scimmie adrenaliniche? >>

Lluvia le fece un sorriso sghembo. << E' la procedura, non poteva opporsi. >>

Ma a Lucy non importava che fosse la procedura giusta da seguire. Sentiva l'estremo bisogno di avere una certezza che a nessuno venisse fatto del male, ma con la Swat in campo, era difficile anche solo prevedere qualche mossa. Andò a ritroso nei giorni passati in quella cella e poi a quelli passati con Fairy Tail. Scavò nei ricordi e la sua mente andò a fissarsi su un particolare evento, una conversazione che aveva avuto con Erza solo qualche giorno prima: avrebbe usato quella carta. << Beh devi dire a Makarov che ho trovato suo nipote, ed è un membro di Fairy Tail. >>

Lluvia trattenne il fiato e Lucy riuscì a vedere gli occhi azzurri dell'archivista che si spalancavano. Non si aspettava una notizia del genere, quanto più perché Lucy non lo aveva ancora detto a nessuno. Si sentì male ad aver tradito la fiducia di Erza e Laxus, ma se era una carta che poteva giocare per assicurarsi che tutti ne uscissero vivi, allora l'avrebbe rifatto un centinaio di volte. << Ne sei sicura? >>

<< Lluvia, non ti mentirei mai >> le disse, caricando la voce di decisione e determinazione. << Ho bisogno che tu lo dica a Makarov: è la mia unica certezza che ne usciremo tutti vivi. >>

Lluvia emise un sospiro, quasi come se si fosse rassegnata per qualcosa. Le sorrise, e Lucy cercò di ricambiare. L'archivista si alzò, promettendole che avrebbe fatto il possibile e che avrebbe parlato anche con Levy. Mentre Lluvia lasciava la cella, Lucy non poté fare a meno di pensare che se fino a quel momento non aveva mai pregato, allora era il momento adatto per iniziare a farlo.

**

Levy era nel suo ufficio, scavando in mezzo le scartoffie che le erano state assegnate. Doveva occuparsi di faccende burocratiche di vario tipo, ma la cartella che prevaleva sulle altre, era sicuramente quella che avevano riguardo Fairy Tail. Levy aveva tracciato una mappa con tutte le rivelazioni che Lucy le aveva passato.

La notte prima, Levy era venuta a conoscenza dalla sezione rapine, che uno scambio tra una banca e l'altra era stato dirottato. Il capo dell'intelligence aveva proceduto a rassicurare l'agente, dicendogli che faceva tutto parte di una loro operazione e che presto o tardi i soldi sarebbero tornati al proprio posto. Il piano era ormai deciso, e sebbene Levy non approvasse i metodi usati da Bisca e Minerva, doveva ammettere che stava procedendo tutto liscio come l'olio.

Lluvia l'aveva avvisata riguardo le condizioni in cui versava Lucy. Levy non aveva potuto fare altro che rimproverare i due agenti artefici del danno, ma fino a quando avrebbero avuto quella missione in corso, non avrebbe potuto punirle. A volte Levy odiava dover seguire il protocollo. Aveva raccomandato alle due di non toccare più Lucy, mandando poi un registratore nella cella dell'amica sotto nome di Makarov per avere tutto sotto controllo. Al momento, doveva soltanto aspettare che Lluvia riuscisse a recuperare la registrazione.

Levy si accasciò meglio contro la sedia imbottita del suo ufficio. Era stata una giornata a dir poco pesante, da poco conclusasi con una chiamata da parte di Loki, che le aveva chiesto il motivo per il quale non riusciva a contattare Lucy. Il capo dell'intelligence aveva dovuto spiegargli la situazione – era pur sempre un agente, lui – terminando il tutto con un'esigente approvazione da parte del ragazzo dell'antidroga. Levy sapeva che Loki voleva Lucy fuori dal caso sin dall'inizio, ma la ragazza era certa che se lui avesse saputo le condizioni in cui versava Lucy in quel momento, allora non sarebbe più stato molto d'accordo.

Levy osservò stancamente una delle tante cartelle che adornavano la sua scrivania. Il mobile era pieno di documenti che sbucavano da ogni dove, penne che si confondevano tra i fogli, e sigilli che sporcavano ogni angolo libero. C'era una macchia di inchiostro sul file che parlava di Gray Fullbuster. Lucy le aveva raccomandato di fare ricerche su un vecchio caso che riguardava il ragazzo, sostenendo che fosse innocente. Levy aveva esaminato la cartella attentamente, ma non aveva trovato nulla: non c'erano prove che potessero scagionare Gray da quell'accusa di omicidio.

La ragazza non capiva cosa si aspettava di trovare Lucy da un caso abbandonato anni prima, per mancanza di cattura del sospettato. Levy emise un sospiro profondo. Era tutto un casino da quando avevano accettato di occuparsi del caso Fairy Tail. Lucy era diventata un agente sotto copertura, a lei erano stati limitati i poteri giurisdizionali per evitare che la talpa avesse sospetti o la accusasse di favoritismi; mentre chiunque stesse collaborando con Tartaros se ne andava tranquillamente a spasso per la centrale. Levy si morse il labbro dalla frustrazione: quella sera avrebbe fatto del suo meglio, sperando di poter sbattere in prigione quella maledetta talpa.

Levy non si sarebbe trattenuta. Era la sera delle verità, dove Lucy avrebbe rivelato il suo doppio gioco, e dove Levy avrebbe fatto capire ai suoi uomini che era un capo degno del loro rispetto. Non ci sarebbe andata leggera e avrebbe portato quanti più agenti possibili. Il capo le aveva proposto l'intervento della SWAT e lei aveva accettato di buon grado: se c'era un modo più sicuro per avere successo, Levy l'avrebbe sfruttato fino all'ultima goccia.

Dei colpi alla porta la ridestarono dai suoi pensieri. Levy si sedette più compostamente sulla sedia, cercando di dare il meglio di sé per mettere un po' in ordine i documenti sparsi sulla scrivania. Aveva il cuore in gola dal nervoso, ma doveva cercare di calmarsi: lei era il capo dell'intelligence. Si schiarì la voce e chiamò, invitando l'ospite ad entrare.

La porta venne aperta da un ragazzo che poteva essere poco più grande di lei. Capelli azzurri, occhi verdi e un tatuaggio rosso a decorargli un lato del viso, aveva tutta l'aria di essere un agente di polizia. Levy lo fissò con curiosità, certa di non averlo mai visto in giro, o almeno, non nel suo dipartimento.

<< Posso aiutarla? >> chiese lei immediatamente.

Il ragazzo continuava a stare sull'uscio, stringendo con veemenza le cartelle che aveva in mano. Dopo aver preso un respiro profondo, il ragazzo le rivolse un sorriso. << Vengo dalla sezione persone scomparse, chiedo di essere aggiunto al caso Fairy Tail. Il mio nome è Gerard Fernandez. >>

**

Natsu stava vagando per i corridoi della base, o forse non esattamente. Non trovava il coraggio di entrare nell'unica parte della casa che era stata come un rifugio per lui durante le ultime settimane. Per due giorni era rimasto fuori dalla porta della stanza di Lucy senza trovare la forza di farsi avanti. Aveva paura a incontrare il vuoto, il nulla più assoluto con cui sarebbe venuto a contatto. Temeva che quella stanza sarebbe rimasta a quel modo se avessero fatto qualche passo falso.

Prese un respiro profondo, cercando di farsi forza. Mise la mano sul pomolo, venendo a contatto con la parte fredda del metallo e spingendo in avanti. La stanza di Lucy era rimasta esattamente come l'aveva lasciata. C'era il letto sfatto, le coperte ancora sul pavimento, come Natsu le aveva lasciate quando era saltato giù quella mattina. La scrivania di lei era in confusione, e nell'aria c'era ancora il suo profumo, ma era flebile, quasi lì lì per sparire: il delicato tocco di vaniglia mischiato alla fragola.

Natsu amava il profumo di Lucy. Una volta aveva provato a rubarle lo shampoo per profumare come lei, per averla sempre con sé ovunque andasse, ma su di lui non aveva avuto lo stesso effetto. C'era qualcosa che mancava, e presto Natsu aveva capito che era la presenza in sé di Lucy. Anche in quel momento, la cosa che più saltava all'occhio era l'assenza della ragazza.

Fece qualche passo nella stanza, quasi sorridendo al casino che avevano lasciato. La notte prima del rapimento, i due avevano avuto un'intensa battaglia a colpi di cuscini. Forse ricordare era ciò che più faceva male in quel momento. Si sedette sul letto, scivolando sul materasso come faceva di solito mentre Lucy dormiva: con calma, lentamente, per non svegliarla.

Si beò del profumo di Lucy intrappolato tra le coperte, cercando di immaginarla accanto a sé. Non era un maniaco, ma le mancava, e ogni minuto passato lontano da lei era fonte d'ansia. Chissà cosa le stavano facendo quegli uomini, chissà se era viva, chissà se anche lei lo stava pensando. Un vortice di pensieri gli invase la testa, ma l'unica cosa che fu in grado di pensare correttamente, fu che doveva necessariamente trovarla. L'avrebbe riportata a casa.

Mai prima di quel momento, Natsu aveva provato sentimenti così forti per qualcuno, un senso di protezione così grande da essere pronto a morire. Gli mancava, e quei tizi avevano osato portargli via ciò che era più importante per lui: gliel'avrebbe fatta pagare senza ombra di dubbio.

Stringendo le coperte tra le dita e gettando un pensiero di sfida verso Tartaros, Natsu chiuse gli occhi, rimando lì, in quella posizione. Avrebbe trovato la forza necessaria per proteggere Lucy, per riprendersela, e se fosse stato necessario, avrebbe ucciso pur di riaverla.

**

Lucy aveva riaperto gli occhi da poco. Aveva fatto fatica a mettersi in una posizione vagamente comoda, ma la schiena la stava uccidendo. Stare appoggiati a un muro per ore e giorni, non era il massimo, e ora non solo aveva dolori al petto per via della costola, ma ci si metteva persino la schiena. Era proprio vero che si sentiva come se fosse un enorme livido ambulante. Sperò di non avere un aspetto troppo trasandato, altrimenti era più che certa che Natsu avrebbe fatto un casino, e lei non voleva.

Per quanto apprezzasse il lato protettivo del ragazzo, non voleva che peggiorasse la situazione, non dopo quel sogno che aveva fatto. Era stato fin troppo realistico per i suoi gusti. In quel momento, oltre che una voglia irrefrenabile di trovarsi e accoccolarsi tra le braccia di Natsu, aveva il desiderio di farsi una doccia. Si sentiva sporca e lo stare a terra, ricoperta di ferite e in una cella piena di muffa e umidità, non era il massimo. Lucy era certa che se si fosse passata un dito sul braccio, avrebbe tirato via uno strato di grasso. L'umidità le aveva fatto attaccare i capelli alla fronte e al collo, e Lucy pregò ancora più fortemente per una doccia, o quanto meno uno shampoo per aggiustare quello schifo.

Forse non era il momento più adatto per pensare alla cura estetica, ma l'aiutava a rilassarsi un attimo. Anche immaginare che Natsu fosse lì con lei, la aiutava un attimo a ristabilire la sua salute mentale, ma durava poco. Ogni volta che ripensava al ragazzo, le veniva in mente lo scambio che sarebbe avvenuto quella sera. Tra poche ore, Natsu l'avrebbe guardata con odio a causa del tradimento. Non era pronta a una visione del genere, non lo sarebbe mai stata. In missione aveva voluto crogiolarsi il più possibile per cercare prove e riferimenti, stare con Natsu per più tempo cercando di fargli capire che i suoi sentimenti erano reali, non frutto di un piano. Eppure avrebbe dovuto aspettarselo che una volta che le cose si fossero fatte più pericolose, la polizia avrebbe deciso di chiudere il caso accorciando i tempi. Lei lo sapeva, ma aveva messo a tacere la testa per seguire il cuore.

All'improvviso, un ticchettio di passi la ridestò dalla sua carrellata di pensieri. Lucy corrugò la fronte, cercando di capire chi fosse: aveva un po' di paura che fosse Minerva. Ora che aveva scoperto le sue reali intenzioni, Lucy non poteva fare a meno che sentirsi inquietata dalla donna. Ma quando i passi si fecero più vicini, Lucy si rese conto che non erano tacchi e non era il suono leggero dello scalpiccio da donna. I tocchi erano pesanti e la suola colpiva il pavimento con forza. Sperò che non fosse un agente ubriaco. Lucy si rintanò per istinto nell'angolo della cella, cercando di farsi piccola. Schiacciò la costola già danneggiata ed emise un lamento per il dolore, tappandosi immediatamente la bocca poco dopo. Diamine, avrebbe dovuto farsi fare un controllo al quoziente intellettivo, perché era stra convinta che si fosse abbassato.

I passi si fecero sempre più vicini e quando finalmente si fermarono, Lucy sollevò lo sguardo. C'era un uomo davanti la porta della sua cella, alto e minaccioso. Lei non poteva nemmeno difendersi in quella situazione. Si spinse con più forza contro il muro, mentre questo tirava fuori delle chiavi e si faceva largo nella cella sporca. L'uomo aveva in mano delle cartelle che stringeva con una certa apprensione, ma appena si mosse per inginocchiarsi davanti a lei, Lucy vide la luce che si rifletteva su qualcosa di metallico: un distintivo.

Quell'uomo era un poliziotto? Lucy era convinta di non averlo mai visto negli uffici dell'intelligence. Lo osservò incuriosita, chiedendosi cosa ci facesse lì, nelle prigioni più sporche che Lucy avesse mai visto. Il ragazzo poteva avere qualche anno più di lei, e aveva un caratteristico tatuaggio rosso sotto l'occhio, solo su un lato del viso.

<< Tu sei Lucy Heartiphilia? >> le chiese. Aveva la voce dolce, gentile, quasi strascicante. Lucy rimase un po' spiazzata, ma si ritrovò ad annuire distrattamente.

<< So che ti occupi del caso Fairy Tail. Io sono Gerard Fernandez, mi manda Levy >> la informò velocemente. Quel nome era tremendamente familiare, ma Lucy non riusciva a ricordare dove lo avesse già sentito.

La sua mente andò a ritroso nei ricordi, finendo a quando una mattina aveva chiacchierato con Erza e la ragazza aveva citato un Gerard che era diventato poliziotto. Non poteva essere una coincidenza. Lucy alzò lo sguardo, puntandolo negli occhi verdi del ragazzo. Erano di un tono più chiaro rispetto a quelli di Natsu, ma le mettevano comunque nostalgia. << Tu sei l'ex fidanzato di Erza. >>

Gerard sembrò essere stato preso in contropiede, perché buttò il corpo indietro, quasi come se Lucy lo avesse spinto. << Te l'ha detto lei? >>

Lucy sembrò pensarci un attimo. << Non ha esattamente usato le parole "ex" e "fidanzato" insieme, ma penso tu possa capire perché mi ritrovo ad essere confusa nel vederti qui. >>

Gerard le rivolse un sorriso incerto, quasi come se non fosse del tutto sicuro di come spiegarle il motivo per il quale si trovava lì. << Sei stata l'unica a riportare che Fairy Tail è innocente, che Erza non ha mai fatto nulla, tanto meno uccidere qualcuno. >> Le parole di Gerard risuonavano così cariche di determinazione, che Lucy pensò che fosse sicuramente un leader nato. Come poteva la sua personalità non scontrarsi con quella altrettanto forte di Erza? << Sono qui per dirti che ti fornirò il mio aiuto per provare la loro innocenza. Utilizzerò ogni mezzo necessario per scagionarli, e anche tu potrai usufruirne. >>

Lucy prese un respiro profondo. Se quell'uomo era sentimentalmente legato a Erza, allora lei avrebbe rischiato: si sarebbe fidata. << Mi aiuteresti anche se tentassi di farli evadere dalla prigione? >>

Gerard le sorrise. << Speravo proprio che me lo chiedessi. >>







*Angolinooooo

Eccoci qui con il nuovo capitolo fresco fresco di stampa(?) Okay, forse non è così, ma ehi è pur sempre un capitolo nuovo u.u

Ci sono delle nuove informazioni all'orizzonte, ma prima vorrei chiarire una cosa: quando Levy ha detto che non sapeva ancora come trovare la talpa, è perché ancora Lluvia non era andata da lei con la registrazione. Allo stesso modo, Natsu se la sta mentalmente prendendo con Tartaros, perché ancora non sa che dietro la scomparsa di Lucy c'è la polizia.

Ordunque! Nelle note autrice dello scorso capitolo, vi ho rivelato come spoiler che sarebbe entrato in scena un nuovo personaggio, ed ora eccoci qui, al giorno della verità! Gerard Fernandez, signori e signore!

Ve lo sareste mai aspettato? Nelle scorse note autrice, vi avevo dato un po' di indizi su di lui: vi ho detto che sarebbe stato un nuovo personaggio, sì, ma vi ho anche detto che avevo seminato indizi durante gli scorsi capitoli. Meredy nella sezione persone scomparse, ad esempio. E se Meredy era lì, era un indizio per dirvi dove si trovava Gerard ;)

Sono un po' cattiva, lo ammetto XD Ora, Gerard e Lucy hanno formato un team per aiutare FT! Nelle opere di Mashima non ho mai visto Lucy e Gerard collaborare così direttamente, quindi mi sembrava carino aggiungerlo eheh

Nel prossimo capitolo ci sarà il momento della rivelazione cruciale! Siete emozionati? Io spero di rendere bene la scena e non rovinare il capitolo :( Pregate per questa povera autrice incasinata u.u E a proposito di casini, avete visto la nuova long Golden Hours? Se avete tempo e vi interessano le antiche leggende greche, fateci un salto!

Ci sentiamo al prossimo aggiornamento!

Un bacio,

Gaia*

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