Ventisei
Caitlyn's POV
La pioggia batteva sulle grandi vetrate della mia stanza e continuavo a guardare quel fenomeno naturale affascinata dalla sua bellezza. Ma anche se il mio sguardo era rivolto fuori, la mia attenzione era su qualcos'altro che popolava i miei pensieri: Josh.
Dopo che ero uscita da casa sua incazzata per il suo comportamento, una parte di me aveva continuato a dirmi che ero io ad essere nel torto.
Ma non era così.
Era lui che aveva sbagliato. L'unica colpa che avevo io era quella di aver esagerato un tantino con le parole, ma lui era grande- era in grado di capire che quello che avevo detto non lo pensavo. O almeno, non tutto.
Lui però non mi aveva scritto, non mi aveva telefonato per chiedere scusa o per chiedermi di incontrarci per risolvere la situazione, cosa che mi aveva sorpreso. Di solito, quando litigavamo entro qualche giorno aveva risolto tutto, ma Josh non sembrava intenzionato a fare la prima mossa quella volta.
Forse era lui che stava aspettando delle scuse che io non gli avrei dato.
Alzai la spallina della canottiera che mi era caduta e presi le forbici che tenevo nel cassetto del comodino. Avvicinai a me il piccolo bonsai che tenevo sulla scrivania e cominciai a tagliare i rami secchi e le foglie morte, per poi passare agli altri fiori: le margherite.
Una volta, quando avevo aiutato Josh con i suoi compiti ed eravamo venuti in camera, aveva subito posato gli occhi sulle margherite complimentandosi per quanto fossero belle e curate. Anche io a volte mi sentivo una margherita, ma nessuno mi prestava abbastanza cure.
C'era una piccola parte di me che mi scongiurava di prendere il cellulare e scusarmi con Josh, ma ero troppo orgogliosa per farlo, e questo lato lo avevo preso da mio padre. Forse era questa la ragione- dopo il tradimento- che aveva causato il divorzio dei miei genitori.
Mio padre era un uomo orgoglioso e narcisista, fissato con i soldi e con le belle donne. Lo stesso che mi chiamava giusto per i miei compleanni e che raramente mi aveva mostrato il suo lato premuroso. Mio padre che- sentendo dei continui litigi con mia madre- mi proponeva di andare a vivere con lui dall'altra parte del paese. Una mossa astuta quanto stupida, sapendo che l'Università che avevo scelto era a pochi chilometri dalla sua casa in periferia.
Da qualche parte sarei pure dovuta stare durante gli studi, la decisione non era se accettare ma quando.
Ormai era quasi tutto deciso: con i bei voti che avevo la mia richiesta di ammissione sarebbe stata accettata al novantanove percento e vivere con mio padre mi avrebbe fatto risparmiare i soldi dell'affitto.
Era divertente il destino: proprio alcuni mesi dopo il divorzio dei miei genitori, mio padre era riuscito ad avere successo con la sua azienda ed ero sicura che, se questo fosse avvenuto prima, mia madre sarebbe rimasta con lui.
Per questo una parte di me voleva chiedere scusa a Josh. Con i pochi mesi scolastici rimasti il mio tempo con lui si stava esaurendo e da buona amica che ero volevo passarli con lui. Di certo non li volevo passare con mia madre.
Però Josh doveva proprio comportarsi come uno stupido per farci perdere del tempo prezioso. Il problema era mettere da parte l'orgoglio per delle scuse sincere.
-Ahi!- Sbottai quando per sbaglio con le forbici mi tagliai un po' sull'indice. Il sangue cominciò a colare lentamente e notai anche che per sbaglio avevo tagliato un ramo nuovo dall'alberello.
Rimasi a contemplare il colore scuro del sangue. E la vista di questo che continuava a scendere lungo il mio dito, fino a cadere sulla scrivania macchiandola, mi aprì gli occhi: il tempo stava già scorrendo.
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[Revisionato il 27/11/2020]
Mi scordo sempre di comunicarvi una cosa: Crying Room è diventata la mia storia più letta e non vedo l'ora di scoprire dove arriveremo una volta terminata la storia.
Tra poche ore partirò per andare in vacanza, voi andrete da qualche parte quest'estate o siete già andati in vacanza?
Vi consiglio di leggere il capitolo con una musica cupa.
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, votate e commentate se vi va e ci vediamo alla prossima.
Un bacio.
-selma
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