Ventisette
Una settimana poteva sembrare un tempo lunghissimo, ma non per me. Infatti non sentii neanche la mancanza di Cailtyn. Andavo a scuola, uscivo con Michael, Aaron e Kevin, andavo agli allenamenti e studiavo, per quanto ne ero capace.
Mi era capitato di soffermarmi a pensare che se quell'ultimo litigio rappresentava la fine dell'amicizia con Caitlyn, non sarebbe stato così difficile riprendere a vivere come prima. Ma magari pensavo questo perché avevo visto un lato di lei che mi aveva disgustato ma dopo tutto, anche le altre volte che avevamo litigato ero tornato a vivere normalmente.
Forse Caitlyn non significava tanto per me quanto avevo creduto.
Anche quando vidi il suo nome apparire sullo schermo del mio telefono non mi sorpresi più di tanto. Ignorai la chiamata finché non partì la segreteria ma dovetti rispondere quando mi richiamò una seconda volta.
-Pronto?- La mia voce era bassa e neutrale perché condizionata da cosa stava succedendo in quel momento: mi stavo staccando da Cailtyn.
-Josh? Sono Cailtyn.- Mi infastidì sentire la sua voce innaturalmente acuta.
-Sì, lo so. Cosa vuoi?- Cailtyn non mi aveva mai parlato di nessuna amica o amico e probabilmente era quella la ragione della sua telefonata. L'unico con cui si vedeva ero io e quella settimana doveva essere stata per lei una noia mortale. Ecco cosa ero io per lei: un passatempo.
-Volevo chiederti scusa.- La sua voce si fece più bassa e gradevole, ma sentire la sue scuse non fece un grande effetto su di me come pensavo avrebbe fatto. Forse perché di tempo ne era passato, oppure perché non accettavo l'idea che per ogni cosa sbagliata che facesse si aspettava che io la perdonassi.
-Avanti, ti ascolto.- Volevo proprio sentire cosa avesse da dire su quello che era successo perché ne avevo bisogno. Avevo bisogno di capire se il lato cattivo che Cailtyn mi aveva mostrato era la vera lei oppure era un frutto di qualche brutta emozione di quel giorno.
Dall'altra parte del telefono sentii solo silenzio e rimasi molto deluso quando disse: "Te l'ho detto."
-Cailtyn quello che hai fatto-
-Lo so, lo so. Ho fatto una cazzata e non mi sarei mai dovuta permettere ma l'ho fatto perché pensavo che a te andasse bene. Ti va di incontrarci? Vorrei parlarti di persona.
-Intendi adesso?- Mi alzai in piedi per la frustrazione provocata dal stare fermo per troppo tempo.
-Se puoi sì.- Non aveva veramente niente da fare, pensai.
-Al momento sono impegnato.
-Allora domani?- Anche lei si stava stufando, lo sentivo dalla voce e dagli sbuffi che faceva.
-Va bene. Vengo io da te.
-Okay.- Attaccò senza dire altro e rimasi a guardare il cellulare nella mia mano confuso da come mi aveva attaccato in faccia e dalle sue "scuse". Ero troppo stanco in quel momento per pensare ad altro che implicasse Caitlyn e decisi di lasciare il tutto per il pomeriggio seguente.
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[Revisionato il 28/11/2020]
Buongiorno a tutti!
Come va?
Lo so che il capitolo è corto ma domani aggiornerò di nuovo quindi non volevo esagerare con questo capitolo.
Avete qualche film o serie TV da consigliarmi?
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, votate e commentate se vi va e ci vediamo alla prossima.
Un bacio.
-selma
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