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Chapter 29.


|per avere una lettura più efficiente e comprendere i sentimenti di Natsu, per favore, ascoltate la canzone| - big fan di Lauv qui u.u




Erza sentiva le manette costringerle i polsi in maniera dolorosa, ma nulla poteva contrastare l'espressione ferita e tradita che aleggiava sui volti dei suoi compagni. Erza sapeva che il tradimento di Lucy era stato inaspettato e nessuno di loro aveva previsto che quella ragazza tanto dolce e collaborativa, potesse tirare fuori un piano del genere. Ma Erza aveva capito, dopo averne parlato brevemente con Gerard, che le apparenze li stavano ingannando.

Da quel che aveva appreso, nonostante Lucy fosse ferita, stava comunque cercando di aiutarli, tanto da aver ideato un piano di fuga insieme a Gerard. Erza si chiese se, quando aveva avuto quella chiacchierata con Lucy nella sua stanza, al tempo la ragazza conoscesse già Gerard. Tra i due sembrava esserci una fiducia cieca, ed Erza sentì montare addosso un pizzico di gelosia al pensiero. Ormai non sapeva più quali erano i pensieri e i sentimenti di Lucy, tanto meno poteva dire di avere conoscenza di quelli di Gerard.

Erza passò lo sguardo sui membri del suo gruppo, fissando lo sguardo su Natsu. Il ragazzo aveva cercato di trattenere le lacrime fino all'ultimo, ma in quel momento, nonostante l'interno del furgone fosse poco illuminato e mosso dai continui scossoni delle strade, Erza riusciva a vedere le scie che stavano attraversando il volto dell'altro. Natsu era quello che ne era rimasto più ferito tra loro, ed Erza non sapeva come avrebbe potuto tirargli su il morale. Non sapeva le vere intenzioni di Lucy, quantomeno non quelle che riguardavano Natsu. Aveva davvero finto l'intera relazione?

Non avevano davvero tempo per pensare a frivolezze del genere. La ragazza puntò lo sguardo dritta davanti a sé, cogliendo quelli destabilizzati degli altri. << Ho parlato con Gerard >> annunciò improvvisamente. Alcuni visi si alzarono, vagamente interessati alla sorte che stava per toccare loro. << Mi ha detto che lui e Lucy hanno un piano per farci evadere. >>

Si sentì uno sbuffo particolarmente pesante, seguito successivamente da una risata amara, senza sentimento. << Ci credi davvero? >> le chiese Natsu. << Mi dispiace, ma non mi fido. >>

<< Natsu >> lo chiamò autoritaria. Forse stavano venendo trasportati verso la centrale di polizia, ma Erza aveva ancora il comando della squadra. << Mi fido di ciò che dice Gerard. >>

<< Beh, io no >> constatò il ragazzo. Aveva alzato il volume della voce di qualche ottava, facendo scansare Gajeel, seduto accanto a lui. << Gerard ci ha abbandonato, mentre Lucy ci ha tradito. >>

Gray lo fissò a lungo, prima di emettere un risolino incredulo. L'aria si era già fatta pesante nell'abitacolo, ed Erza non era convinta di riuscire a evitare una rissa. Beh, perlomeno erano ammanettati, il massimo che potevano fare, era urlarsi contro. << Stai dicendo che non ti fidi più della tua ragazza? >>

Natsu gli puntò lo sguardo contro. Nonostante la luce fioca, Erza vide una fiamma danzare negli occhi di Natsu, qualcosa che indicava determinazione, rabbia, tradimento. << Non è più la mia ragazza. >>

<< Tutto ciò sta diventando ridicolo >> borbottò Gajeel, guadagnandosi un'occhiataccia da Natsu. I due erano seduti vicini, dall'altra parte del furgone rispetto a Erza e gli altri. Se solo non ci fossero state le manette che le impedivano di muovere mani e piedi, li avrebbe tramortiti all'istante. Il gruppo rischiava seriamente lo sfascio, soprattutto quando Natsu sembrava così incazzato da bruciare il mondo. << La biondina si è fatta massacrare per prendere informazioni >> terminò il ragazzo. In qualche modo, quelle parole non risollevarono l'umore apparentemente nero di Natsu.

<< Magari era trucco e ha finto il dolore >> grugnì risentito. << Esattamente come avrà finto ogni singolo sentimento che provava per me. >> Le parole gli uscirono strascicate per via dei denti stretti, la pronuncia un po' compromessa, ma facendo intendere perfettamente i livelli di tradimento che stava percependo. Erza chiuse gli occhi, sospirando intensamente. Poteva fidarsi di Lucy e Gerard, ne era convinta, ma sarebbe stato difficile garantire lo stesso per Natsu.

<< Natsu >> lo chiamò, la voce forte e sicura che aveva preso a rimbombare nell'abitacolo ristretto. << Non posso assicurarti che gli aspetti del vostro rapporto fossero veri, perché non conosco la Lucy che abbiamo di fronte ora. D'altro canto, Gerard mi ha affermato che volevano usare del trucco per far sì che le ferite risultassero reali, ma degli agenti si sono opposti: ogni taglio o livido presente sul corpo di Lucy, era reale. L'ambulanza era reale. >>

<< Che mi dici della donna che hanno arrestato? >> si intromise Laxus.

<< Pare lavorasse con Tartaros. Si è infiltrata nella centrale di polizia, o forse è un agente corrotto >> commentò Erza risoluta. Ne sapeva tanto quanto loro riguardo quella faccenda, ma voleva capire. L'unica cosa che aveva appreso, era che quella donna era considerata una traditrice dal dipartimento di polizia. Ciò che più sorprendeva Erza, era il fatto che l'intelligence si fosse occupato del loro caso. Erano finiti tanto in basso? L'intelligence si occupava solo di criminali che potevano intentare alla sicurezza dello Stato. Erano davvero visti come una specie di terroristi?

<< Però, la biondina ci sa fare >> commentò Gajeel, stranamente allegro per essere uno ammanettato e trasportato verso una centrale di polizia.

<< Che vuoi dire? >> borbottò Natsu. Si era rintanato in un angolo – fino a dove gli avevano permesso le manette – e osservava Gajeel con cipiglio curioso. Ovviamente non aveva inteso. Erza, invece, cercando di puntare sul ragionamento che aveva fatto il compagno, aveva capito subito.

<< Vuole dire che mentre Lucy si stava occupando del nostro caso, probabilmente stava anche cercando di capire chi fosse il traditore in centrale. Era ovvio che lo sapessero >> li anticipò Gray. Erza sorrise e in qualche modo, nonostante tutto l'accaduto, pensava a Lucy con affetto ed era orgogliosa di lei. Ciò che invece la preoccupava, erano le ferite che aveva visto sul corpo dell'altra. Era possibile che tanto odio avesse generato un tentato omicidio? Perché era così che lo vedeva Erza: qualcuno aveva cercato di uccidere Lucy.

<< Gerard mi ha detto che Lucy ha molti nemici in centrale >> affermò il capo. Passò in rassegna lo sguardo sugli altri, osservando come i ragazzi avessero sgranato gli occhi. Con la coda dell'occhio, Erza notò che persino Natsu la stava guardando. Il ragazzo aveva la testa voltata di lato, cercando di far intendere che non gli importasse, ma Erza riusciva a vedere che lui la stava guardando di nascosto, chiaramente aspettando che continuasse a parlare. << Pare che abbia testimoniato per la nostra innocenza. >>

<< Cosa? >> Era stato Gray a parlare. Il ragazzo aveva gli occhi sgranati, l'incredulità dipinta sul viso. Anche gli altri erano nelle stesse condizioni, eccezion fatta per Natsu, che si ostinava a tenere il capo rivolto verso la parte opposta.

<< Già, ne sono rimasta sorpresa anche io >> commentò con un sorriso. << Adesso capite perché voglio fidarmi di Lucy e Gerard? >>

Gli altri annuirono, ma quando Erza puntò lo sguardo su Natsu, vide che il ragazzo aveva emesso uno sbuffo scocciato, come se fosse infastidito da qualcosa. << Credi quello che ti pare, io non cambio idea. >>

Erza sospirò e dentro di sé sperò che la situazione potesse risolversi al più presto. L'unica pecca – e lo sapeva bene – era che Natsu fosse la persona più testarda che avesse mai conosciuto. Fargli cambiare idea sarebbe stato difficile, ma Erza sperò che nonostante tutto, Lucy trovasse il tempo per parlare con lui e chiarire. Una parte di sé, nonostante non la conoscesse bene, le stava dicendo che Lucy non aveva mentito riguardo i sentimenti che provava per Natsu, ed Erza voleva crederci.

**

<< Fammi sapere se ti faccio male. >> Wendy aveva ottenuto un permesso speciale per rientrare a lavoro, e ora stava ruotando attorno al lettino assegnato a Lucy, mettendole le bende e controllando una per una le ferite che adornavano il corpo della ragazza.

Wendy l'aveva già sottoposta ad alcune radiografie e ora stavano attendendo i risultati, mentre erano in corso le medicazioni di quelle ferite che apparivano un po' più lievi. Il medico aveva insistito per occuparsi del caso di Lucy, volendo essere riconoscente per essere stata salvata da lei tempo addietro.

Lucy le sorrise distrattamente, cercando di concentrarsi meglio sui dintorni. La puzza di disinfettante e naftalina riempiva la stanza da cima a fondo, tanto che appena era entrata, Lucy aveva pensato che sarebbe potuta soffocare. Le avevano dato una stanza privata, uno dei privilegi di essere un agente di polizia. Levy si era assicurata che nessuno andasse a infastidirla, ma Lucy non era grata di quella cortesia: lei voleva sapere come stavano andando le cose. A conti fatti, in quel momento i membri di Fairy Tail dovevano trovarsi in centrale, probabilmente in una di quelle piccole celle che precedevano l'entrata nella stanza interrogatori. Lucy strinse le mani a pugno: avrebbe dato qualsiasi cosa per essere lì in quel momento.

Ogni volta che ci ripensava, Lucy riusciva a rivedere le espressioni incredule e tradite dei suoi amici. Ma quella che l'aveva lasciata più esterrefatta, era stata l'espressione assunta da Natsu. Tutto in lui aveva urlato puro tradimento, il volto ferito, sconvolto. Anche in quel momento, Lucy avrebbe voluto correre da lui, dirgli che non era una finzione, che non li aveva traditi sul serio, che la loro relazione era stata reale. Perché se Lucy era stata certa di qualcosa nella sua vita, era ciò che provava per le persone a cui voleva bene, per chi, come Natsu, amava.

Wendy le girava attorno, mettendole cerotti o bende. Appena entrata, il medico l'aveva aiutata a togliere la felpa sporca e consunta, mettendola poi da parte su una sedia. Lucy avrebbe tanto voluto allungarsi per riprendersela. Al momento, quell'indumento era tutto ciò che aveva di Natsu. Non che lui fosse morto, per carità, ma Lucy era convinta che lui non l'avrebbe perdonata tanto facilmente. Però ci avrebbe provato ad avvicinarsi a lui, perché nonostante tutto l'odio che lui poteva provare, Lucy voleva che capisse.

Quando sentirono bussare, Lucy si irrigidì un attimo. Wendy chiamò per entrare e sulla soglia si presentò la figura esile di una giovane infermiera. La ragazza stringeva tra le braccia dei documenti e adocchiando meglio, Lucy riuscì a notare la figura scura di una lastra. Wendy si fermò un attimo, mettendo giù cotone e disinfettante, e Lucy sentì di potersi rilassare un attimo. Non le avevano ancora fatto le analisi, ma Wendy le aveva detto che gliele avrebbe fatte personalmente. In quel periodo, Lucy aveva perso molto sangue e il rischio di andare incontro a un'anemia era terribilmente alto. Wendy si era offerta di controllare e svolgere il lavoro personalmente, ben conscia di quanto la sua amica fosse terrorizzata all'idea dell'ago.

Il medico si avvicinò a lei, tirando fuori le lastre dalla busta e controllando con serietà ogni appunto riportato, ogni figura che poteva apparire strana. Wendy sospirò. << Come avevo immaginato, c'è un costola rotta >> le annunciò in tono pacato. << Dovrai stare a riposo per almeno qualche settimana, forse un mese. >>

Lucy si ritrovò a sgranare gli occhi. Non poteva assolutamente aspettare fino a tanto. << Ma non posso! >> esclamò, quasi saltando giù dal lettino. Una fitta allo sterno la costrinse a rimanere dov'era, ma non poté fare a meno di emettere un verso di dolore. << Wendy, ho bisogno di gestire ancora il caso >> ammise quasi con disperazione. Si fidava di Levy e Gerard, ma non voleva lasciare il caso a loro. Doveva essere lei ad occuparsene. Se non si fosse presentata neanche una volta, i membri di Fairy tail avrebbero pensato che non le importava più nulla, e invece non era così.

<< Lucy, lascia il caso a Levy >> le disse il medico. Aveva un tono pieno di rammarico, come se non potesse farci nulla. Ma Lucy non voleva capire, non voleva più stare dietro le quinte come aveva sempre fatto, non questa volta.

<< No, devo essere io a occuparmene. Wendy- >> la voce le si ruppe e solo in quel momento, dopo il primo singhiozzo, Lucy si rese conto di aver iniziato a piangere. << Natsu mi odia. Gliel'ho letto in faccia che mi odiava. Se posso cercare di aggiustare le cose, voglio farlo. Non mi importa quanto sarà alto il prezzo da pagare. >> Cercò di asciugarsi le lacrime che avevano preso a scorrerle lungo le guance, cercando al contempo di far attenzione e non muoversi troppo. Quelle settimane sarebbero state un inferno, già lo sapeva.

Wendy sospirò. << Manda un messaggio a Levy, dille di consegnare una lettera da parte tua a Natsu. Ma Lucy, se ti muovi con una costola rotta, rischi di peggiorare le cose. >>

Sebbene Lucy capisse le preoccupazioni di Wendy, una parte di sé non voleva ascoltare. Aveva bisogno di vedere Natsu e gli altri, parlare con loro faccia a faccia, cercando di leggere le emozioni che nascondevano i loro occhi nel sapere la verità. Avrebbero potuto facilmente ignorare la lettera, magari distruggendola non appena un agente avrebbe detto loro che era da parte sua. No, Lucy doveva parlare con loro, costringerli quasi se fosse stato necessario.

<< Wendy, ti prego, ho bisogno di stare in piedi e occuparmi del caso. >> Lucy si rendeva conto di risultare lamentosa, ma aveva bisogno di far capire a Wendy il suo punto di vista.

La blu si morse il labbro, quasi frustrata da tutta quell'insistenza. Lucy sapeva di essere abbastanza testarda, ma non poteva fare a meno di pensare che fosse la sua qualità migliore. << Vedo che posso fare >> annunciò il medico, e Lucy non poté fare a meno che sentirsi già riconoscente.

**

C'erano volute delle ore, ma finalmente Lucy era riuscita ad evadere dall'ospedale sotto le continue proteste di Wendy. Dopo averla costretta a fare un check-up completo, era risultata una carenza di ferro che Lucy avrebbe dovuto curare con degli integratori alimentari. Ovviamente, poteva andarle peggio, ed era grata che fosse solo qualcosa di leggero.

Per la costola c'era stato un dibattito non poco acceso. Wendy le aveva consigliato di stare a riposo almeno qualche giorno, ma Lucy non poteva aspettare. Se avesse atteso tutto quel tempo, altri agenti avrebbero interrogato Fairy Tail e probabilmente li avrebbero trasferiti in una prigione prima del tempo. Non poteva assolutamente permetterlo.

Quando camminava, Lucy cercava di stare il più ferma e dritta possibile. Wendy l'aveva avvertita che se durante la prossima visita avrebbe trovato la situazione peggiore di come l'aveva lasciata, l'avrebbe costretta a rimanere a casa. L'idea non la allettava per niente, così aveva cercato – durante il tragitto tra l'ospedale e la centrale di polizia – di non muoversi troppo. Purtroppo, anche il più piccolo movimento le causava dolore, risultando nel non poter camminare molto e nel trovare scomodissime le sedie. Avrebbe dovuto conviverci però: non poteva di certo pretendere che le portassero una poltrona nella sala interrogatori.

Ovviamente, entrare in centrale non fu neanche lontanamente facile. Gli agenti vicino l'entrata, avevano iniziato a confabulare non appena l'avevano riconosciuta. Lucy si era immediatamente diretta verso la caffetteria, certa che un bicchiere di caffè l'avrebbe risollevata. Nella stanza c'era il solito odore di caffeina che Lucy ricordava. In un angolo, quasi vicino la macchinetta, c'era una macchia marrone incrostata sul muro. Probabilmente qualche agente aveva versato per sbaglio il proprio caffè durante uno dei turni frenetici della centrale.

La caffetteria era la stanza più grande dell'intero dipartimento, dopo la sala riunioni. Questo era perché la sezione era utilizzata da tutti i dipartimenti presenti nel palazzo e a volte poteva crearsi confusione anche solo a preparare un singolo caffè. Disposti più in là, c'erano dei tavolini occupati da alcuni agenti intenti a chiacchierare. L'ala della mensa era adornata da un profumo di torte e cornetti, e la donna che ci lavorava canticchiava mentre disponeva alcuni pasticcini su un vassoio.

Nonostante Lucy avesse sempre odiato l'ambiente della centrale, la caffetteria, unita al suo ufficio al piano di sopra, erano gli unici luoghi in cui sentiva di poter respirare. Sospirò distrattamente, cercando di ignorare l'ambiente attorno a sé per un attimo. Si avvicinò a una delle tante macchinette per il caffè, scavando negli scaffali per trovare le cialde. Quando le vide, si rese conto che erano state infilate in uno scomparto alto. Lucy si alzò sulle punte, cercando di allungarsi il più possibile verso la scatola, ignorando completamente la fitta alla costola. Diamine, stava già contravvenendo alle prescrizioni di Wendy.

Un braccio entrò nel suo campo visivo, afferrando la scatola di cialde e porgendogliela subito dopo. Alzando lo sguardo, Lucy incontrò quello penetrante di Gerard. << Non dovresti sforzarti >> le disse. Il ragazzo si era appoggiato al bancone con aria stanca, le braccia incrociate sul petto mentre fissava Lucy preparare il caffè che ora era diventato per entrambi. << Pensavo riuscissero a trattenerti di più in ospedale. >>

<< Avevo bisogno di venire qui e condurre gli interrogatori. Ci sono novità? >> chiese. Il caffè era pronto, quindi Lucy procedette a riempire il bicchiere prima per Gerard e poi per se stessa.

<< Levy mi ha informato di quanto tu possa essere testarda, affermando che quasi sicuramente saresti riuscita ad evadere dall'ospedale e fiondarti qui. Ti ho aspettato, non ho ancora iniziato gli interrogatori nonostante una ragazza dai capelli verdi abbia passato tutto il suo tempo a urlarmi contro di darmi una mossa >> la informò lui con un sorriso sghembo. Lucy non poté fare a meno di ripensare a Natsu: nonostante le evidenti differenze, Gerard glielo ricordava.

Sorrise di rimando, capendo perfettamente di chi stava parlando. << Bisca può essere un po' difficile da gestire, ma spero non si sia infilata nella sala interrogatori. >>

Gerard fece spallucce, lanciando nel cestino il bicchiere di plastica ormai vuoto. Il ragazzo aveva bevuto il suo caffè in un sorso, ma non poteva biasimarlo, visto che Lucy aveva ne preparato poco, esattamente come quello che offrivano in un normale bar. << Da quello che so, Levy le ha detto di non immischiarsi più nel caso, ma quella Bisca mi è sembrata piuttosto insistente. >>

Lucy sospirò, incamminandosi subito dopo verso l'uscita della caffetteria insieme a Gerard. Se Bisca si fosse immischiata nel caso ulteriormente, Lucy non avrebbe avuto la possibilità di fare ciò che preferiva. Certo, il capo e Levy erano dalla sua parte, ma Bisca aveva influenza sulla maggior parte degli agenti dell'intelligence. La maggioranza aveva sempre la ragione, o almeno era così che in genere venivano risolte le questioni nella polizia. Lucy non era mai stata convinta che fosse la soluzione migliore, ma nessuno le aveva mai dato retta. Ogni tanto ne aveva discusso con Levy, ma anche se la ragazza era il capo dell'intelligence, non poteva fare molto quando si trattava di cambiare l'atteggiamento di un sacco di persone. << Lucy, sei sicura di stare bene? >> le chiese Gerard, strappando Lucy dalla sua rete di pensieri.

L'agente si voltò verso di lui, vedendo quanto Gerard fosse serio nella sua preoccupazione. Era ammirevole quanto si fossero avvinati nell'arco di ventiquattro ore: era come se si conoscessero da tutta una vita. Del resto, Gerard era una persona piacevole da frequentare e a Lucy un amico in più non dispiaceva. << Sto bene, mi sono imbottita di antidolorifici prima di venire qui >> commentò, cercando di sorridere. Al momento stava bene fisicamente, nonostante i movimenti bruschi le facessero ancora provare dolore, ma ora il suo problema era la salute mentale.

<< So per certo che non possono fare molto con una costola rotta, ma Levy mi ha detto che avete un'amica nel ramo della medicina >> la informò Gerard. Lucy non si era resa conto subito di quante volte il ragazzo stesse nominando Levy, ma ora che ci faceva caso, dovevano aver passato del tempo insieme. << Anche se immagino che al momento il tuo problema non sia la costola. >>

Stavano camminando lungo i corridoi del dipartimento, prendendo la strada che li avrebbe condotti agli ascensori e poi due piani più su, nell'intelligence. Gerard le aveva suggerito di non abusare troppo degli effetti degli antidolorifici, optando per non farla sforzare ulteriormente. Era già difficile camminare senza fare movimenti bruschi inavvertitamente, ma salire la scale sarebbe stato un problema maggiore, e Lucy non aveva alcuna intenzione di essere richiamata in ospedale da Wendy. << Voglio parlare con Erza, farle capire che il mio affetto per loro era reale, che voglio aiutarli. >>

Gerard le sorrise. Erano arrivati davanti gli ascensori e il ragazzo schiacciò il tasto per richiamare, aspettando davanti le porte che i numeri scorressero sullo schermino a led. << Ho già detto a Erza che li avremo aiutati, ma non so se mi ha creduto. >>

Lucy sospirò. Sperò vivamente che almeno Erza riponesse un po' di fiducia in lei. Ovviamente voleva vedere anche Natsu, ma Lucy sapeva che il ragazzo tendeva a non fidarsi delle persone, e una volta che dava se stesso e veniva perso, era difficile recuperarlo. Lei sapeva di aver completamente distrutto la fiducia che Natsu riponeva in lei, motivo per cui al momento aveva un po' paura ad affrontarlo. Forse entrambi avevano bisogno di tempo per riflettere sulle azioni e sull'atteggiamento l'una dell'altro. Avevano bisogno di capirsi, ma nonostante Lucy avesse già intuito cosa passasse per la testa di Natsu al momento, era convinta che invece lui dovesse ancora capire a cosa pensava lei. << Spero che non complichino le cose >> borbottò un attimo dopo. L'ascensore era arrivato, e Lucy e Gerard salirono insieme. La ragazza si rintanò nell'angolo accanto lo specchio, cercando di non guardarsi.

Sapeva di avere cerotti e lividi sparsi persino sul viso, merito di tutte le percosse subite, e poi delle medicazioni di Wendy. Sospirò, quel caso sarebbe stato la sua rovina, ormai ne era certa. Quando il drin assordante dell'ascensore si espanse fastidiosamente per l'abitacolo, Lucy capì di dover scendere. Gerard le si affiancò, ma presto le disse che sarebbe andato a chiamare Erza. Lucy lo lasciò fare, certa di non avere il coraggio di potersi presentare al cospetto di tutti i membri di Fairy Tail. In centrale, i criminali sotto lo stesso team, venivano messi in cella insieme e poi separati successivamente durante il trasferimento in una vera prigione.

Lucy andò da Lluvia, chiedendo i file su Fairy Tail da portare nella sala interrogatori. Non la lasciò parlare, certa che l'archivista le avrebbe chiesto di riposare. Ma Lucy non voleva star ferma, non quando aveva un caso complesso da risolvere. La ragazza non aveva ancora dimenticato che Tartaros era ancora a piede libero. Di certo, in qualche modo già sapevano che Minerva era stata arrestata, e avrebbero certamente progettato una vendetta contro di lei o con l'intera Fairy Tail. Sospirò: era tutto un enorme casino. Eppure, nonostante tutto, Lucy non si pentiva di aver accettato il caso mesi prima. Si era data il beneficio di trovare una nuova famiglia e un amore. Ora, dopo il casino da lei combinato, avrebbe dovuto riguadagnarsi la loro fiducia e ricucire il loro rapporto.

Lucy si diresse nella sala interrogatori, scegliendo la numero due. Ogni dipartimento ne possedeva almeno un paio, usate entrambe raramente e solo in casi di estrema emergenza. Lucy aveva notato che la prima sala era vuota, ma non voleva usarla. Per lo più, perché in quella sala non c'era protezione. Era quella più usata, quindi quella che aveva la sicurezza più elevata: le sarebbe venuto difficile manomettere le registrazioni. Parlando con Levy al telefono, avevano stabilito che avrebbe usato la sala numero due, più sicura e facilmente pronta alle manomissioni. I punti deboli di quella sala non erano visibili ad occhio nudo, né per i criminali che ci entravano, né per gli agenti; ma per un hacker le falle nel sistema di sicurezza, erano a dir poco lampanti.

Lucy si sedette al tavolino, sistemando la cartella con fare pratico per dare scena. Sapeva che nella sala esterna, nessuno stava osservando l'interrogatorio, per lo più perché lei e Gerard non avevano avvisato alcun agente delle loro intenzioni, solo Levy. La sala in questione era spoglia di qualsiasi cosa: c'erano due sedie, un tavolo, muri sporchi e tracce di sporcizia persino a terra, dove negli angoli erano raccolte quantità industriali di polvere. Sul muro era appeso un cartello consunto che invitava la gente a non fumare. Non che fosse possibile in ogni caso, ma era un cartello in più che avevano ritirato tempo fa, e non sapendo dove metterlo, era stato deciso di appenderlo nella sala due per dare un minimo di decorazione.

I suoi pensieri vennero ridestati dalla porta che si apriva, il cigolio che invadeva il silenzio della stanza. Sulla soglia c'erano Erza e Gerard, la prima in manette per un'evidente scena, perché appena si richiusero la porta alle spalle, il ragazzo la liberò. Erza gli sorrise riconoscente, e Lucy osservò quella scena con amore, quasi chiedendosi se ci fosse davvero un futuro per quei due. Ma certo che c'era, si disse, tutti avevano un futuro da poter rendere meraviglioso. << Lucy >> la chiamò Erza. Non aveva un tono di rimprovero, piuttosto era gentile.

<< Erza, potresti sederti? >> la invitò, indicandole la sedia dall'altro lato del tavolo. La ragazza si sedette con grazia, un sorriso sul viso. Non sembrava arrabbiata, e le ansie di Lucy scemarono in un attimo. Inconsapevolmente si era tolta dalle spalle un peso enorme. Gerard le si mise dietro, le braccia incrociate al petto, divenendo improvvisamente serio: il classico comportamento di un agente durante un interrogatorio.

<< Sono felice di vedere che stai bene. Quelle ferite sembravano serie. >> Lucy gelò sul posto alle parole dell'altra. Era finzione? Le stava rinfacciando di aver mentito? Eppure Erza sembrava calma, Lucy non capiva.

Gerard le mise una mano sulla spalla, come per dirle di calmarsi dalla sua raffica di pensieri. Era incredibile come riuscisse già a capirla. << Non lasciarti ingannare, si è imbottita di antidolorifici >> affermò lui in tono gentile, indirizzando un'occhiata a quella che era la sua ex ragazza.

Forse doveva essere una battuta, ma era stata fatta in un contesto un po' sbagliato, perché Erza si irrigidì, seguita a ruota dai due agenti nella stanza. Gerard imprecò sotto voce, dandosi dell'idiota. Erza rivolse uno sguardo un po' imbarazzato verso Lucy, ma subito dopo le sorrise. << Sei brava a recitare, se sei riuscita a ingannarci così. >>

Non era un'accusa, ma nonostante Erza avesse affermato di fidarsi di loro, nella sua voce risiedeva un certo gelo. Era come se, nonostante tutto, dovessero nuovamente provare di poter essere degni di fiducia. << Non sono per niente brava. Questo è il mio primo incarico sotto copertura >> le disse, quasi andando a ritroso nei ricordi e fermandosi a qualche mese prima, quando Levy e Makarov le avevano proposto l'incarico la prima volta. << Sono sempre stata un agente d'ufficio, un hacker, è per questo che non ho atteggiamenti da poliziotto. >>

<< Era il tuo primo incarico? >> Lucy si scansò, l'orecchio dolorante per l'urlo che aveva emesso Gerard. Il ragazzo era incredulo, gli occhi verdi spalancati a dismisura, mentre la stava osservando come se all'improvviso le fosse cresciuta una seconda testa. << Era una missione troppo difficile per una novellina >> constatò Gerard. Si era calmato un po', ma puntando lo sguardo su Erza, Lucy vide che anche lei era a dir poco scioccata.

Lucy sorrise. << Mi hanno mandata avanti appunto perché non mi comporto come un poliziotto. Sembro una ragazza normale, vero? >> rise senza emozioni, per un attimo desiderosa di poter davvero essere una ragazza normale. Se lei e Natsu si fossero incontrati in altre circostanze, si sarebbero innamorati lo stesso?

<< Quindi era vero che sei un hacker >> constatò Erza, sorridendole. Lucy si rese conto che quella era una delle poche affermazioni veritiere che aveva dato ai membri di Fairy Tail. << Voi due non sembrate conoscervi da molto. >>

<< Mi sono presentato nell'intelligence ieri, infatti >> disse Gerard. In qualche modo, quell'informazione passò inosservata.

Lucy sospirò, spingendo la cartella dei file verso Erza. La ragazza la osservò, incerta per qualche secondo, poi la prese in mano. Erano file su di loro, su Fairy Tail, e sulle informazioni raccolte. << Non stavamo mentendo quando abbiamo detto che vi avremmo aiutato. Ma Erza, ho problemi a far sparire il passato di Gray. >>

<< Far sparire il suo passato? >> chiese l'altra incredula.

Lucy si allungò sul tavolo, facendo piano a non sforzarsi e non farsi male, aprendo la cartella di file che aveva spinto verso Erza poco prima. La scarlatta non l'aveva neanche sfiorata, e Lucy non capiva il motivo, ma l'avrebbe saputo prima o poi. << C'è un'accusa di omicidio nei suoi confronti che non so come far sparire. Credi sia possibile per me, incontrarlo? >> Di solito Lucy non era timida o impacciata davanti a Gray, ma in quel momento, dopo quel tradimento così lampante, non sapeva che pensare.

Erza le sorrise. << I ragazzi non hanno problemi con te. Ho cercato di spiegare a grandi linee ciò che mi aveva detto Gerard, e alcuni hanno capito. Ma Lucy, credo che tu debba parlare anche con Natsu. >>

Nonostante si aspettasse un commento del genere, fu comunque una stilettata al petto per Lucy. Sapeva che Natsu aveva problemi a fidarsi, e se e quando questa possibilità fosse stata spezzata, non avrebbe potuto essere seguita da una seconda. Lucy lo sapeva, ma era stata costretta a tradirlo a quel modo tanto orribile. << Mi odia, vero? >> la voce le era uscita spezzata, quasi come se da un momento all'altro potesse scoppiare a piangere. Ma non l'avrebbe fatto: non avrebbe pianto di fronte a Erza e Gerard.

Erza si allungò sul tavolo, prendendo le mani di Lucy tra le proprie. La ragazza le accarezzò le nocche con leggerezza, cercando di evitare i tagli che l'agente aveva lungo il dorso della mano. << Non ti odia, Lucy, ma la sua fiducia nei tuoi confronti è un po'- >>

Erza non riuscì a terminare la frase, probabilmente perché non riusciva a trovare le parole adatte. Ma Lucy aveva già capito come stavano le cose. Ed era certa che, una volta trovato il coraggio, avrebbe certamente chiamato Natsu nella sala interrogatori per parlare. Avevano entrambi bisogno di tempo. Eppure Lucy sapeva che la questione andava risolta prima del tentativo di evasione, prima che tornassero tutti in libertà. E sebbene l'idea di affrontarlo tanto presto la terrorizzava, in fondo al cuore sapeva che nonostante tutto rimaneva il suo Natsu: gentile e amorevole come pochi.




*durante i primi capitoli, nelle informazioni riguardo Natsu, vi dissi che aveva problemi a fidarsi facilmente delle persone. Soggetti di questo tipo tendono a non dare seconde possibilità, motivo per cui Lucy è preoccupata riguardo la discussione che dovranno avere in futuro.

* sempre durante i primi capitoli, vi dissi che Lucy era agofobica e che Wendy, durante il suo apprendistato in ospedale, usava Lucy come "cavia umana" per esercitarsi a prendere il sangue. Il motivo per cui Lucy ha lasciato che Wendy le facesse le analisi, è perché si fida di lei. Nonostante ciò, da agofobica quale sono, posso dirvi che comunque non si smette di tremare durante il processo.





Angolinoooooooo*

Salve genteh! Eccomi qui con il primo dei capitoli ambientati in centrale. Spero che abbiate ascoltato la canzone mentre leggevate, perché credo si intoni perfettamente a ciò che sta succedendo qui (almeno la parte di Natsu, ovviamente). Sopra vi ho un po' spiegato perché Lucy ha paura del confronto con Natsu: detto in altri termini, Lucy ha il cuore spezzato per ciò che è stata costretta a fare e teme che lo rimarrà per sempre, perché è ben conscia che sarà difficile farsi dare una seconda possibilità.

Del resto abbiamo visto che Natsu ha perso tutta la fiducia che aveva in lei (per favore, non uccidetemi). Conosco persone con l'atteggiamento che ho dato a Natsu, e posso assicurarvi che non concedono seconde possibilità quando vengono tradite, motivo per cui scrivere di un Natsu che magicamente si fida di nuovo di Lucy senza mezzi termini, mi sembrava abbastanza irrealistico. Dovrete convivere un po' con questo angst di coppia XD

D'altro canto, abbiamo Erza che si fida di Lucy e Gerard e di ciò che stanno combinando. Si può praticamente dire che quei due abbiano preso il monopolio della centrale!

Riguardo la scena medica, ho cercato di informarmi il più possibile prima di scriverla, in modo da portarvi qualcosa di veritiero.

Il capitolo di oggi è stato più lungo del previsto, ma spero vi sia piaciuto! Ci sentiremo presto, e fatemi sapere cosa ne pensate!

Un bacio,

Gaia*

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