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Chapter 36.





Lucy si svegliò di soprassalto, il cuore che le balzava in gola e cominciava a battere furiosamente. Le orecchie le fischiavano per via del forte rumore che l'aveva buttata giù dal letto, incespicando sul pavimento con gli occhi socchiusi e un broncio evidente sul viso. Subito dopo, un sordo dolore alla costola la fece svegliare del tutto, la mano che volava sul punto dolorante in un attimo, stringendo per istinto. Con il dorso dell'altra, Lucy si fregò lentamente gli occhi, togliendo via il velo di sonno che le era rimasto in corpo: era davvero frustrante svegliarsi a quel modo, soprattutto quando non riusciva a ricordare di essere andata a letto.

Aprendo meglio gli occhi, Lucy venne a contatto con una chioma aranciata, occhi blu che la scrutavano da vicino. Il cuore le balzò in gola per l'ennesima volta, ma cercò di trattenersi dall'urlare quando riconobbe il volto un po' scocciato di Loki. Lucy gli diede un colpetto sul braccio, mettendo il broncio. << Mi hai fatto venire un colpo! >> esclamò, cercando al contempo di regolare la voce. Non sapeva ancora che ore fossero e dal silenzio che aleggiava attorno a loro, doveva essere senz'altro presto.

<< Non è colpa mia se hai deciso di dormire sul divano >> borbottò quello in risposta, il viso che si allontanava e lui che pian piano si alzava dal pavimento. Lucy emise un verso di confusione, gli occhi che iniziavano a vagare da un lato all'altro: era caduta da un divano, questo lo vedeva, e aveva ancora i vestiti di ieri sera – una felpa nera e un paio di jeans. Allungando il capo, notò le sue converse nere sull'entrata, accompagnate da altre paia di scarpe, molte più di quanto si aspettasse.

L'ingresso era decorato da scuro legno di mogano, chiavi abbandonate su un mobile e porta decorata da delicati intrichi che ricordavano lo zigzagare dei fulmini. Le pareti erano di un giallo smorto, il divano di un marrone scuro, in perfetto abbinamento con un tavolo da cerimonie sul fondo della stanza, circondato da una miriade di finestre illuminate dalla flebile luce del sole. I riflessi arcobaleno dei raggi sui vetri, fece rimanere incantata Lucy, che quasi si chiese se quello non fosse un sogno ad occhi aperti: le sembrava di essere tornata a casa dei suoi genitori. << Dove siamo? >> domandò, confusa.

La verità era che Lucy non ricordava nulla, eccetto l'aver partecipato all'operazione per liberare Fairy Tail. Forse si era addormentata? Era altamente probabile: era stanca e anche ora riusciva a sentire un peso gravarle sulla schiena.

<< Siamo nella casa indicata da Makarov >> commentò Loki, porgendole una mano per aiutarla ad alzarsi. Era strano venire a contatto con l'epidermide calda di Loki, quando lei sentiva la propria essere fredda. Il ragazzo odorava di muschio e aria della notte, un perfetto mix che gli dava un'aria più dura e feroce del previsto. << I membri di Fairy Tail sono di sopra, dormono. >>

Lucy buttò gli occhi al cielo per istinto, rialzandosi e accomodandosi nuovamente sul divano. << Sei appena entrato, come fai a sapere che dormono? >>

Loki fece spallucce. << Perché non stanno facendo casino come al solito >> borbottò, la mano che correva tra i capelli, rendendoli ancora più arruffati di quanto già non fossero. Quello era un gesto che Loki faceva ogni qual volta era frustrato, e in un certo senso mise un senso di nostalgia in Lucy, che ricordò quando erano più piccoli e lei gli sistemava i capelli quando lui li arruffava di proposito. Ma erano entrambi cambiati e cresciuti, i loro sentimenti erano diversi. Forse lui provava ancora qualcosa per lei, ma Lucy era andata avanti molto tempo prima, e finalmente aveva trovato l'amore in Natsu. In un modo o nell'altro però, le cose prendevano sempre una piega sbagliata. Si chiese se forse non fosse lei il problema, se ci fosse qualcosa che impediva agli altri di amarla per un lungo tempo. << Venire qui non è stato affatto facile >> commentò Loki, il respiro che si faceva più concitato mentre si sedeva sul divano accanto a lei.

Lucy si voltò verso di lui, lo sguardo confuso. Lei si era sicuramente addormentata durante il viaggio, non sapendo neanche dove si trovassero. Era ancora un po' frastornata dal sonno, ma nulla le avrebbe impedito di farsi un giro più tardi, vedere i dintorni o gli interni della casa. E poi, seriamente, ma chi diamine l'aveva fatta dormire sul divano? << Difficile in che modo? >>

Loki si mise più composto sul divano, la schiena che si poggiava sullo schienale. << Prima di tutto, questo cazzo di vicinato è sul picco di una scogliera. >> Lucy sgranò gli occhi. Okay che Makarov le aveva detto che la villa si affacciava sul mare, ma così sembrava esagerato. Lucy si appuntò di non arrivare mai sul balcone: per quanto stupido potesse sembrare, soffriva di vertigini, soprattutto se sotto c'erano scogli e oceano. Lucy capì immediatamente che non si trovavano più a Tokyo, ma qualche piccolo villaggio di periferia che si affacciava sulla costa. Oh diamine se le cose si stavano complicando. << Seconda cosa, quei maledetti agenti di vedetta non volevano farmi passare, perché a loro detta "sembro un criminale di mio" >> Loki articolò ogni lettera con puro fastidio nella voce, le mani che volavano da un lato all'altro per imitare delle virgolette sospese in aria.

Lucy si aprì in una risata, mentre Loki le lanciava un'occhiataccia. In effetti, Lucy poteva dare ragione a chiunque avesse fermato il ragazzo. Loki era vestito interamente di nero, giacca di pelle e la pistola che usciva dalla fondina: era come trovarsi in America, con il tipico delinquente della porta accanto. << Credo abbiano ragione >> mormorò lei, il respiro che diveniva affannato per le troppe risate. Loki le lanciò l'ennesima occhiataccia, ma si vedeva che si stava trattenendo dal lanciarle un cuscino: il ragazzo sapeva che lei si stava ancora riprendendo dalla costola rotta.

Loki sbuffò, alzandosi in piedi e lanciandole un ultimo sguardo che Lucy non seppe interpretare. Le risate morirono all'improvviso, ma non fu un gesto strano, era come se il vento le avesse sospinte via con calma e naturalezza. << Io vado a riposare un attimo, ci vediamo tra qualche ora >> annunciò il ragazzo. Loki non le diede neanche il tempo di rispondere che si incamminò verso il fondo della stanza e poi su per le scale. Lucy sospirò, quasi come se avesse trattenuto il fiato fino a quel momento. Eppure sapeva che non era così: da quando la missione sembrava in via di conclusione, il rapporto tra lei e Loki era stato rispolverato, e ora sembrava che fosse nata un'amicizia. Sorrise tra sé e sé, sperando con tutta se stessa di riuscire a mantenere quell'aria di simpatia che c'era con Loki: non avrebbe saputo come reagire se lui avesse deciso per l'ennesima volta di rompere il loro rapporto. Forse non ci sarebbe rimasta più male come tempo prima, ma le ferite potevano riaprirsi nonostante il dolore si presentasse minimo.

<< Sembrate più in sintonia >> Una voce la fece sobbalzare per l'ennesima volta quella mattina. Non c'era neanche bisogno di voltarsi perché avrebbe potuto riconoscere quella voce ovunque, ma Lucy lo fece lo stesso, l'istinto che batteva la ragione. Cercò di girarsi con calma e trattenere il fiato più che poté: era troppo presto per iniziare a imbottirsi di antidolorifici. La figura di Natsu imponeva in tutta la sua stazza sul retro del divano: vestiti puliti, capelli color ciliegio in fiore gocciolanti e un forte odore di muschio bianco, esattamente come se fosse appena uscito dalla doccia. E forse era proprio così.

Lucy gli sorrise, quasi contenta che il ragazzo le stesse rivolgendo la parola senza che qualcuno lo forzasse. << Si è calmato da quando la missione è finita >> commentò lei. Lucy trattenne il fiato, quasi incerta se quella fosse la cosa migliore da dire. Per un attimo si chiese se la sua scelta di parole fosse stata appropriata, ma quando vide che Natsu non batteva ciglio, si rilassò un attimo.

<< Adesso capisco perché stava per avere una crisi di nervi quel giorno. >> Natsu si stava riferendo al giorno in cui Loki aveva fatto una scenata all'interno della base di Fairy Tail, quando i ragazzi cercavano modi per incastrare a tutti i costi Tartaros. Lo avevano sbattuto fuori non appena Loki aveva alzato la voce, i nervi che erano saliti un po' a tutti e la conversazione finita nel dimenticatoio in un attimo.

<< Voleva proteggermi, ma lo stava facendo nel modo sbagliato >> ammise lei, gli occhi che vagavano da un lato all'altro della stanza. Per quanto le piacesse passare il tempo con Natsu, non voleva guardarlo negli occhi: sapeva che si sarebbe sciolta all'istante. << In realtà, ha sempre avuto questo vizio. >>

Natsu fece il giro del divano e in quel breve lasso di tempo, Lucy sentì il cuore che prendeva un ritmo frenetico. Le aspettative si alzarono in un attimo, scoppiando di gioia quando il ragazzo si sedette sul divano con lei. Natsu aveva lasciato dello spazio tra loro, ma era prevedibile che non volesse avvicinarsi più di tanto. Per un attimo la felicità di Lucy si sgretolò, ma si schiaffeggiò mentalmente all'istante: lui le era vicino, e questo doveva bastarle. << Immagino non ti abbia lasciata perché ti voleva fuori dalla vita criminale, come mi avevi detto. >>

Lucy arrossì, la bugia che le veniva sbattuta in faccia all'istante. In teoria, la sua era stata una mezza verità: era stato realmente lui a interrompere il loro rapporto, lasciandola perché non voleva coinvolgerla nella vita poliziesca. << Mi ha lasciata prima di entrare nell'accademia di polizia. Loki aveva paura che, se si fosse fatto dei nemici come agente, dei malviventi avrebbero coinvolto anche me tentando di vendicarsi di lui. >> Lucy scrutò il volto di Natsu con attenzione, notando come il ragazzo sembrasse analizzare ogni suo movimento. Non c'era la stessa curiosità e interesse di quando si era innamorati di qualcuno, bensì un sospetto per intuire se stava mentendo. Lucy credeva di meritarlo un trattamento del genere, ma faceva male. << Peccato che aiutare la gente fosse anche il mio sogno. >>

<< Quel giorno >> iniziò lui << quando Gray lo ha portato alla base per la prima volta, sembravate realmente scioccati di vedervi. >> Lucy riportò alla mente il giorno citato da Natsu, quando Loki, entrando dalla porta della sala riunioni, aveva portato con sé una marea di problemi. Era stato frustrante e poi il litigio non era stato dei migliori, ma avevano cercato di sopravvivere.

<< Non avevo idea che Loki fosse riuscito a mettersi in contatto con voi, e lui non sapeva che avevo accettato una missione sotto copertura. Eravamo davvero stupiti di esserci incontrati, non era una farsa. >> Lucy ricordava la sorpresa e poi la confusione quando Loki l'aveva attaccata in un attimo, la rabbia nella voce e nei gesti di entrambi. Era stato strano incontrarsi e litigare all'istante, ma forse alcuni rapporti erano fatti a quel modo.

<< Non fate parte dello stesso dipartimento? >>

Lucy scosse la testa. Per qualche ragione, la sfilza di domande di Natsu non la stava infastidendo. Al contrario, si sentiva come se dovesse dare delle spiegazioni in modo che il ragazzo tornasse a fidarsi di lei. << Loki è un agente dell'antidroga, io, come avrai intuito, dell'intelligence. Sono sempre stata un agente d'ufficio, ero quella che seguiva gli altri in missione spiando tutto dai programmi di un portatile >> gli rivelò, la voce che prendeva un tono del tutto nostalgico. << Eravamo convinti che voi uccideste chiunque tentasse di approcciarvi, così fui proposta come agente da mandare avanti per due motivi: non sembro un poliziotto e non mi comporto come tale. >>

<< Ti hanno mandata in una missione tanto pericolosa pur sapendo che era la prima volta? >>

<< Ho accettato, non mi hanno forzata. Volevo rendermi utile, ma avevo costantemente l'ansia che qualcuno mi scoprisse. >> Lucy riportò alla mente il momento in cui Mard Geer le aveva detto che sapeva tutto, e l'ansia che lei aveva provato nelle ore successive, quando le era sembrato di trovarsi su un precipizio in attesa che qualcuno la spingesse giù. << Poi vi ho conosciuti meglio e ho notato che non c'era nulla in quei fascicoli che fosse veritiero: non eravate assassini spietati >> continuò. Fissò gli occhi di Natsu tutto il tempo, il verde di lui che si era scurito per lasciar spazio a un colore simile all'ossidiana. Lucy non sapeva che ore fossero, ma doveva essere certamente mattina: era solo in quelle ore che si potevano ammirare i capelli spettinati di Natsu. << Quando Loki è venuto alla base, gli ho detto di contattare Levy e di dirle che la missione doveva essere cambiata, che c'era sicuramente qualcun altro dietro alla scia di omicidi. Gli altri agenti dell'intelligence non mi hanno creduta fino a quando non abbiamo avuto prove concrete dell'esistenza di Tartaros. >>

Natsu corrugò la fronte, confuso. Lucy non gli dava torto, perché anche lei al posto del ragazzo avrebbe reagito alla stessa maniera. C'era ancora dello spazio tra loro sul divano, ma sembravano entrambi incerti se fare la prima mossa o meno. Lucy non osò avvicinarsi, troppo impegnata a studiare il viso di Natsu e capire se le credeva o meno. Aveva pensato che dirgli la verità, fargli scoprire cosa fosse successo realmente, fosse la cosa più giusta da fare. Non aveva pianificato quella conversazione, ma in qualche modo stava andando bene. << Perché no? >>

Lei fece un sorriso tirato, le mani che andavano a sfregare nervosamente contro le cosce avvolte dagli jeans. << Non sono esattamente ben vista in centrale: per arrivare nella mia posizione... un agente di norma ci impiegherebbe anni, io invece qualche mese. >> Non lo disse per vantarsi, ma perché lei stessa, all'epoca, ne era stata genuinamente sorpresa. Era strano sapere che probabilmente se non ci fosse stata Levy, nulla sarebbe accaduto. Probabilmente Lucy sarebbe rimasta un agente di pattuglia, pronta a rischiare la vita sulle strade ogni qual volta veniva chiamata per un'emergenza.

Natsu incurvò il capo di lato, chiaramente confuso. << Ma non vuol dire semplicemente che sei più brava di loro? >>

Lucy fece spallucce, ignara di come poter rispondere a una domanda del genere. La verità era che non sapeva nemmeno lei cosa ci facesse nell'intelligence. Le sue abilità erano buone, ma non così tanto da lavorare per il governo. << Non lo so, ma sono certa che fosse destino. Incontrare voi, e te in generale. >> Lo disse con semplicità, ma sentì al contempo le guance andare in fiamme, gli occhi che vagavano da un lato all'altro della stanza, timida di incontrare lo sguardo di Natsu. << Ho pensato che dirti la verità fosse la cosa più giusta >> concluse. Alzò gli occhi di poco, giusto in tempo per osservare Natsu emettere un leggero sospiro.

<< Quando eri con me- Cioè, quando stavamo da soli, non hai mai- >>

<< Non ti ho mai mentito, non su quello. Non avrei mai potuto >> ammise. Vedere Natsu che incespicava sulle parole era uno spettacolo a dir poco mozzafiato quanto divertente, ma Lucy non aveva voglia di ridere: sentiva solo l'incessante voglia che lui le credesse, che ammettesse che tra loro era stato tutto reale e mai un errore.

Lui sospirò, le spalle che andavano a spingersi ulteriormente contro lo schienale del divano, e la mano che accarezzava distrattamente il bracciolo, il nervosismo ormai chiaro dai movimenti. << Forse potremo parlarne meglio dopo che avremo catturato Zeref >> ammise lui. Le sorrise un po', quasi timido, e Lucy dovette riguardarlo due volte perché pensava che gli occhi le stessero giocando uno scherzo. Natsu timido? Forse non c'era tempo per preoccuparsi di quello, non quando quel nome era stato pronunciato. Era un po' come parlare di Voldemort durante i primi film di Harry Potter, quando il nome era un tabù e tutti tremavano al pensiero. In quel momento, non c'era più traccia di timidezza sul volto di Natsu, solo un profondo nervosismo. Lucy ricordò la reazione di lui quando gli aveva citato il fratello, come Natsu era crollato sulle ginocchia in preda al caos più profondo, e come sembrasse stranamente spaventato. Lucy non voleva più vederlo a quel modo, non quando voleva far qualcosa per lui, e soprattutto non quando poteva avere l'operazione sotto controllo.

<< Sei sicuro della tua scelta? >> chiese, il volto che cercava di scrutare meglio quello di lui. Voleva trovare tracce di pentimento, o qualsiasi cosa che le permettesse di farlo rimanere a casa. Per quanto Lucy credesse in lui e lo amasse, non voleva che Natsu rischiasse di uccidere un membro della propria famiglia. I legami di sangue non si potevano scegliere e forse la famiglia non sempre poteva fungere da luogo sicuro, ma ogni volta c'era un dolore particolare ogni qual volta la ferita proveniva da qualcuno con lo stesso sangue. << Possiamo occuparci noi di arrestare Zeref. >>

Natsu scosse la testa, la determinazione evidente sul viso. << Ho paura di affrontarlo, non lo nego, ma voglio essere io quello che lo consegnerà nelle mani della polizia. >>

Lucy notò un leggero tremolio nelle mani del ragazzo e per un attimo combatté mentalmente con la sua voce interiore, quella che le diceva di lasciar perdere, di non fare mosse azzardate. L'istinto prevalse e Lucy si allungò in avanti, la mano che scendeva a posarsi su quella del ragazzo. Non la mosse, rimase immobile, ma vide chiaramente il volto di Natsu sollevarsi, colto alla sprovvista. Lui non si ritrasse all'inizio, ed entrambi osservarono come la mano di Lucy sembrasse mille volte più piccola rispetto a quella di Natsu; ma l'attimo dopo lui le fece un piccolo sorriso imbarazzato e la tolse con calma, il viso che le mandava delle scuse in silenzio. Lucy non si offese, ma sentì una stilettata in pieno petto a quella vista. Si consolò: almeno non l'aveva scacciata malamente.

<< Sono contenta che tu non voglia intentare azioni ben più pericolose >> Lucy sorrise, ma richiuse la mano a pugno, le unghie che si conficcavano nel palmo per evitare che la allungasse nuovamente.

<< Non voglio abbassarmi al suo livello >> ammise il ragazzo. Gli occhi di lui vagarono da un lato all'altro, ma alla fine si posarono su quelli di Lucy, lo sguardo che presentava una certa determinazione. Era bello sapere che nonostante tutto, Natsu si fidasse abbastanza da fermarsi su un divano a parlare con lei di alcuni argomenti, ad ammettere che aveva paura: lui, che non temeva niente e nessuno. Sembrò che il tempo si fosse fermato e riavvolto all'improvviso, i semi della loro relazione ancora freschi e sani, il tradimento che ancora attendeva dietro l'angolo. << Zeref è sempre stato spietato, io invece guardavo alla vita con gioia. L'ho sempre fatto, e non voglio smettere adesso. >>

Lucy gli sorrise nuovamente, la bocca che si apriva per proferire parola, per continuare, ma un grande fracasso risuonò sulle scale prima che potesse scorgere il volto di Erza che scendeva i gradini imperterrita. Lucy si fece più dritta con la schiena, la presenza della ragazza che la schiacciava all'istante mentre Natsu si voltava, seguendo lo sguardo dell'agente per vedere chi stesse arrivando.

<< Vedo che state già parlando di Tartaros, ottimo >> pronunciò il capo di Fairy Tail. Erza si appoggiò allo schienale del divano, il viso serio come mai prima d'ora. << Perché è il momento di prenderli alla sprovvista. Abbiamo ancora dalla nostra il fattore sorpresa: li attaccheremo stanotte. >>

Lucy sentì dei brividi correrle lungo la schiena, il respiro che si faceva più corto e concitato, la mente che si liberava dai pensieri. Era strano, ma al tempo stesso l'adrenalina le scorreva nelle vene come un fiume in piena, l'ansia e l'emozione che si fondevano insieme per creare un sentimento che rischiava di farle esplodere il petto. Quella notte sarebbe finito tutto, e se Lucy si sentiva agitata, non poteva nemmeno immaginare cosa stesse provando Natsu. Il ragazzo aveva gli occhi fissi su qualcosa di imprecisato ed era come se stesse facendo il punto della situazione mentalmente, intrigato ma al tempo stesso spaventato. Lucy sospirò e strinse i pugni: la resa dei conti era finalmente arrivata.






*ANGOLINOOOOOOO

Salve a tutti genteh! Devo ammettere che ogni volta che progetto un capitolo, immagino sempre che esca chilometrico, ma quando arrivo a metterlo su "carta" mi ritrovo questi mini capitoli e.e E' frustrante e.e

Quel momento in cui il capitolo era pronto ma ho dovuto aiutare mio fratello con una cosa, risultando nell'ennesimo ritardo con l'aggiornamento. Come essere Danielle_Wang: siate sempre in ritardo e sfornate capitoli all'apparenza lunghi, ma in realtà corti XD

Tra l'altro ho appena notato che mi firmo col mio nome alla fine delle note. Che qualcuno mi aiuti, sono senza speranza XD

COMUNQUE era da tanto che Lucy e Loki non interagivano, ed ora eccoli qui! Loki si è decisamente calmato, ma è ancora convinto di dover proteggere Lucy! Nel frattempo, la nostra cara Lucy non ha ancora compreso che Natsu ormai si è messo l'anima in pace ed è pronto a riprovarci, quindi continua a dargli spiegazioni su spiegazioni del perché ha fatto questo o quello. A Natsu ovviamente fa piacere avere informazioni in più, ma come è stato detto, prenderà la situazione in mano dopo aver preso Zeref.

E a proposito di Zeref, sì, l'ora della verità è vicinissima (vicina come il prossimo capitolo, ad esempio) e Fairy Tail è pronta per scendere in campo accompagnata dalla polizia (ovviamente ci saranno anche Levy e Lluvia!)

Parto già in anticipo, il prossimo capitolo sarà violento, fate attenzione! (e per violento intendo molto violento)

Alla prossima!

Un bacio!

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